Wiener Stadt-Bibliothek. Quoniam nemo eodem tempore assequi potest mag na m famam et magnam quietem, bonis saeculi sui quisque citra obtrect; ; alterius utatur... , . . Qu intilli anus* JL/e avversitä formano l’uomo come le tempeste formario il nocchiero. Un mare burrascoso mostra il conflitto degli elementi: li contrasti della vita mostrano una concatenazione di cause che gover- nano il Mondo. Se ardua cosa e il-regnare, quest’ e perche di tempo in tempo tutto cambia di aspetto^ e non e permesso di opporre un argine al torrente degli avvenimenti. La natura che con leggi invariabili fissö il movimento degli astri, e la 4 gravitazione dei corpi, a prescritto altresi il cam- mino delle Societä civili. La carriera delle nazioni spiega diversi rapporti nei varj periodi della loro esistenza. Li popoli furono sempre a vicenda e conquistati e conquistatori. Barbarie, civiliza- zione, indole pacifica, indole guerriera, industria, commercio, tendenze creatrici, tendenze distrut» live, tutto si alterna nella rivoluzione delle umane vicissitudini. Ma per un errore dello spirito* Tuomo la cui durata non e che un momento , vorrekbe anticipare sui sticoli^-jcame sullc_,atagioiii . E siccome in generale ciaschedun individuö si sente agitato senza nemeno conoscere Y occulto fine delle proprie passioni, cosiavviene che ognuno si trova deluso nelle proprie aspettative. Lagloria delle armi e una passione, ma nell’ ordine delle armonie universal! , questa passione conduce a dei risullati assai diversi da quelli che si credono dipendere dalFarbitrio di una mente subordinata. Li grandi Eroi che agitano il mondo nascono da s grandi fermenti incompatibili con il riposo dei popoli, e nel mentre ch’essi attirano le ammira- zioni dell’ universo , la prosperita che promettono alle nazioni, fugge piü che mai lontano, e va a ricoverarsi ove meno si crede. Le glorie, oSire, a Voi riservate erano lo spettacolo di una prosperita che doveva andar sempre crescendo in ragione delle Vostre virtü pacifiche, del Vostro dolce governo, e della facilitä di quei soccorsi recipröci , che nascono dalla natural p gradazlone d ei sviluppi sociali. Le Vostre glorie, o Sire, erano la vista di un popolo occupato, ben nutrito, ben vestito^ stra- niero a quelle corruzioni che annunziano l’arrivo dei tempi torbidi; di un popolo che penetrato della Vostra bontü di cuore , Vi risguardava come l’im- magine della Provvidenza sulla terra; di un popolo che ben lungi dal? esser aceessibile a qualunque seducente vertigine, nel vedersi in momenti lut- tuosi senza il suo Sovrano , si occupö assai piü 6 delle di Lui penose situazioni, che delle proprie calamita. Le Vostre glorie , o Sire , cercatele in una Capitale ? che rese un momento perplesso Vinni- inico, il quäle nell’avvicinarsi ad una si popolata .„Citta, tutt’altro credette che di trovare tanta leäM e tanta moderazione in un corpo numeroso di armati Cittadini. Se Y ordine non fu turbato se li pesi li piu gravosi si sono sostenuti con rassegnata sonnnessione . 9 se per sino la plebe abbandonata a se stcssa «> CQixs£iYQ _volontaria u n freu o 3 eiion si permise alcuna licenzatutto questo avvenne perche un solo sentimento assorbiva tutti gli affetti y e questo si ccncentrava nella Vostra sacra Persona, Finalmente , o Sire , un giorno di gloria e stato per Voi ii giorno del Vostro ritorno , giorno di giubilo universale , in cui tutti li Cittadini scordandosi li sofferti affanni, v’invitarono a scor- clarvi egualmente e le vostre pene, e li torti della 7 fortuna , e 11 sacrificj fatti per 11 conseguimento della pace. Glorioso e memorabile sarä agiammai un tal giorno , nel quäle rivedeste la Vostra Residenza non giä squallida e solitaria, ne coperta di cencj* non giä coii faceie macilenti e dimesse, non giä tale quäle pianse il Profeta la padrona delle genti, ma fastosa mostrarvi le non esauste risorse , e dopo esser stata prodiga di tutto verso lacere e bisognose Legioni, ricevervi festeggiante consegni tdtTTU^^ i n us iriUap-omp a/ di nmi-piu ved uta