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Dl QUANTO E’ OCCORSO IN OCGASIONE DEL VlAGGIO per Vienna DEL SS. PADRE E SIGNOR NOSTRO PER DIVINA PROVVIpENZA PONTEFICE Nell’ Anno 1782. IN NAPOLI MDCCLXXXII Nella Stamperia Paciana. Con Vicenza de Superiori MJP( ni ym -4XE’ ILLUSTRISS. SIGNOR MARCHESE DI POLVICA GIUSEPPE MAUR REGIO CONSIGLIERE DEL SUPREMO TRIBUNALE DI S. CHIARA. N vivo fentimento di grata riconofcenza, di cui mi ac- cufo debirore mi fpinge di prefentarle queft’Operetta, che da un’ Originale latino, impreflo in quefto anno in Roma nella Stamperia Appoftolica fi e voluto qui riftampare. Fu mia fola incombenza dirigger la edi- zione colla verfione italiana, e per premio ho chiefto all’ Editore la liberta poterla dedicare a Perfonaggio di mio piacimento. Piü proprio non trovo, che de* dicarla a V. S. Illuftrifs., non perche io poflb difcernere una tal materia quanto vale, ma cono/co bene, che eflendo ella efFetto di quelle fante eure, che il Somnio Pontefice con tanta religiofa premura ha intraprefe per irn. maggior bene della noflra Gattolica Religione , afcoltate con fen- timenti d inefplicabile divozione dalla Maefla del Clementihinio Giufep- pe Imperator regnante, per cio fon ficuro, che dee valer molto . Qua- lunque altra cofa, che le avefli potuto confecrare forfe meno accettabi- le- farebbe riufcita , per efler difficil produrre o materia alF intutto nuova, o tanto peregrina , di cui non ne aveflfe compiuta cognizione * Son perfuafo, che ne Iftorico, ne Erudito fia moderno o antico ha tra* lafciato di leggere fra le lunghe, e laboriofe ricerche , per cosi vieppiu arricchire le Opere, che tiene ferivendo per le mani, di cui il pubbiico letterato con impazienza ne attende la produzione ; ed in tanto altro non farei, che ripeterle quelche pur troppo gli e noto . All’incontro la prefente Opera e una giovanetta , nata da fangue illuftre in quefto ifteffo anno, &&( iv anno, perche figlia de’pietofi fentimenti di un P'ontefice , e di un’Itnpe- latote, a quali e dovuta e gloria , ed elogj . Ogni cofa nuova beuche picciola, purche da vero fia nuova e infinitamente gradita da un Lette- rat°, ftufo di aggirarfi fempre fra le cofe antiche. Un Viaggiatore , che cento volte vide illultri Ctttk, e Provincie rinomate fi compiace piii volentiert di un piceiol Villaggio non raai fcorfo, che di nuovo rivedere quanto offervo di pih grande. Un Antiquario fa piü conto di una rozza moneta perche rara, anzich£ di mille illuftri , ma ufuali . Quefta £ la paffion e de Letterati, fra quali dalla pubblica erudita opinione viene V. S. I uftrifs. comprefa, ed a fimil genio ho ftimato cofsi corrifpondere. Que- ita liirna nafce non perche da un Configliere del Tribunale fupremo di S. Chiaia, o come patiizio Averfano, o perche Nipote della chiarilfima memoria del Marchefe D. Carlo Mauri Perfonaggio di ranta fama , e si llluilre, che fu Avvocato Fifcale del Regal Patrimonio, pofcia Caporuota de a Camera Regale, o pur perche frarello di D. Teofilo fu Prefidente della Regia Camera, giacche quefti fon beni relativi , che arricchifcono chi non ne ha deproprj, ma fi fa liirna di quelle Tode fue virtudi, for- mate di faviezza, di prudenza, di dottrina,e di giuftizia. Gradira intanto un dono di tai natura, cofsi perch’e fi^iio di fua generofita, come perche ogni cofa ha da reftituirfi al Padroneeffendo io pur ben perfuafo, che fapra riceverlo piu volentieri al paragorie di ogni a tio. E col defideno, che polfa meritare uno amorevole accoglimento, mi dichiaro nipettoiamente P. V. S. Illuftris. Napoli 21 Novembre 1782. &c n oQtifs ., cd Oß'cquioßfs» Servitor vevo Erancefco Fraveth . AP ä.*$pL i ' "VH; tarci tarci ALLOCUTIO DISCORSO H A B I T A F A T T O -SW IN CONSISTORIO SECRETO NEL CONCISTORO SECRETO Die XXV. Februarii MDCCLXXXII. De ’ 25 . Febrajo 1782 . ff; VENERABILES FRATRES VENERABILI FRATELLI Oßulat a nobis boc tempore A- poßolici Mi n iß e- rii rat io y ut Vin- dobonam profici - fcamur; quod iter cum propediem in Domino fufcep- turi fimus , a Vobifque VV> FF. ali- quod per tempus. abfuturi , volunta- tem hnnc Noftram Vobifcum , & cum amphjßmo neefiro Collegto communi- camus , ut ßngula/is Noßer in ipfum amor , mutuaque animorum conjun - ßio a Nobis efftagitat . ßhto officio dum erga Vos Jhdiofe fungimur , il- lud etiam , ne ignoretis , ad/ungimus , quam ob caufam neminem ex Vobis in hu jus itinerts Noßri , labonfque focietatem aßfumarnus : primum qui- dem parvo Nos ußuros apparatu co- mitatuque in Ecclefiaßicce Perfome modum jam declaravimus : deinde id omne quodcumque fubeundum erit in- commodiy in Nofmetipfos tantummodo fufcipere pro wpofita Nobis follici- tu - Ichiede da Noi nelle prefenti cir- coftanze il Nq- ftro Appoftalico IS Miniftero di por- gä? nslla Citta di Vienna, e fra un tal viag- gio mtraprenaere; tjumui dobbiamo da Voi Venerabili Fratelli per cjual che tempa elfer lontani e percio una tal Noftra rifoluzione a Vor, ed al Vodro ragguardevolilfimo Col- legio partecipiamo, come il. Noftro particolar amore verfo di Voi richie- de, ela fcambievole unione deg-li a- nimi noftri. Al che aggiugniamo , yß affinche non vi fia ignota la ca- ib* gione perche in tale viaggio, e nel [ft Noftro travaglio la conipagnia di al cuno di Voi non dimandiarno:: pri- mieramente abbiamo determioato di far ufo di un riftretto ac.conipagna- |jp mento proprio d-i una Eccleliadica [ft Perfona: fecondo , che tiuro il di- ij) faggio ft abbia da Noi a foffrire fo- Vu, A la* 3) tudjne ßatuimus: demum perdifficilis , ac per quam ingrata Nobis eff et pau - cor um eleBio , caterorum vero qucedam , »/ videri pojfet , rejettio , «w» pari fimus in ßngulos ex Vobis fiudio exi- ßimatione atque amore propenfi , C^r- porro Vos facimus VV° FF. da- tas a Nobis ejfe peculiares in forma Brems Bitteras , /# iifque decretum ac declayatum , Curiam , Caufa- rum Audientiam una cum Omnibus Noßris & Sanbhz hujus Sedts Ad- minißris poß Noßrum ex Urbe difcefr fum tn eo ßatu aBuque , quo nunc funt , remanfuras ; iifque per Noßrum Chirographum conccjjas ejfe faculta- tes Nobis refervatns , cww w/7 plane ftmus pro perfpeBa cuj iifque ßde ne- mincm ijs ejfe ab ufür um . Cumque ■mortendi necejßtatem omnibus impoß- tam , diemque mortis incertam ejfe , ac quot 'tdiana humanes vitee imminere pericula conßderemus , nequaquam item pratermittendum duximus , Ponti- ficia Comitia , abfentibus Nobis humanitus qcciderit , Romje ha • fqnciremus. ßhiod reliquum eß y a Vobis vehementer petimus ac fla- cgitamus , qUß femper fuiflis in Nos vdluntate , eandem nunc prcecipue ex- hibeatis , Nofque abfent es multo pii- xius Omnipotenti peo , ac Domino Noßro Jesu Chyiflo , ejufque Gloria - ßjftmös Virgini Matyi , 7^ Paßor immolatur . Hinc tenebrofa Judceorum turba , crwc/V virtutem enervare , 4C opus falutis imperfeBum reddere fatagebat , Redemptorem in- ßigabat , mir? defcenderet »Sed ipfe tempus pattendi complere voluity quo pajjto confumaretur , JVq£/s documenta relinqueret y non effe tempus peenitentiee intercipiendum y nec denuo ad faculi delicias revcrtendum . Hinc in odierna S, Evangelii leBione, non folum annunciatur , quod Cbrißus refurrexit , additur , Non efl hic, ecce locus ubi pofuerunt eum,«* inflrueremur , gwod wrf wo« vejurgity qui adhuc permanet , ubi mortuus fue- rat y neque qui in itl amat recidere , furrexit . Opor • dono della paffione del Signore, che foffn per la nortra falvezza , e per fua paterna mifericordia. Molti mi- fleri al certo da Noi fi avrebbero da fpiegare della refurrezione del Signore, cioe come Gesu Crifto effen- do Iddio , e che dal Padre non fi feparft prefe nell’ Utero carne uma- na; ebbe a morire , e rifufcitö dal Sepolcro; cofa dinotö la venuta del- le Donne al Monumento ; il gran tremuoto; la difcefa dell’ Angelo ; Ja rivoltura della pietra , ed altri fatti , che non meno gli antichi, che gli novelli mifleri comprendono; ma troppo ci dovremmo dilungare, e 1’anguftie del tempo ci fon di o- ftacolo per tutto efponere. Bafla fin qui, Dilettiffimi di avervi raccorda- to, che di preferite la fede della Chiefa yerfo Gesu Crifto e appieno aflodata ; e ficcome turti debbono per cagion di Adamo morire , cosi per cagion di Gesu Signor noftro tutti faranno vivificati . Se antica- mente neli’ Egitto per la vittima dell Agnello il miftero Pafquale fi follennizava , ora per mezzo dell’ Evangelio fi celebra il giorno della Pivina refurrezione : Allora l’Agnel- lo dell’Ovile , ora il Paftore iflefTo vien facrificato; quindi la cieca mob titudine de’Giudei, che s ingegnava di fnervare la virtü della croce, e di rendere infruttuofa 1’ opera della falute, tentava ii Redentore di di- fcendere dalla Croce; ma Egh volle compiere il tempo di foffrire , per cui compiuta rimanefle la paflio- ne, per dare a Noi rammaeftratnen- to di non doverfi intermettere il tempo della penitenza, ne ritornare alle deiizie del Secolo. Ouindi nel- la WF( 7 )%< Oportet in eruce noßra perfeverare, donec requiefcamus a laboribus noßris , neque retro , & in tenam /Egypti nfpicere fas eft , ne pedes per com - punttianem latos herum inquinemus • Et ficut Redemptor noßer prodeffe , ac placere Nobis moriendo voluit , ha noßrum eß ei non difplicere vivendo . Ne terreant vos quaefo atlee jam vita inquinamenta . Etenim vcl unius me- confejßonis cuntta Latronis ror gantis Jcetera difpunxtt , in quo ube- rior fuit gratia , precatio . N fmgularem quoque in Deum devotio- rtem , praeßanttam mgenti , fummum- que in rebus agendis ßudium admira- ri debuimus . AV^ w/Wi jolatio Paternum animum Noßrum erextt pie- tas O* religio , quam in fplendida hac D I S C O R SO F A T T O NEL PUBBLICO CONCISTORO DI VIENNA NELLA CASA IMPERIALE Nel df 19. .Aprile 1782. Ria che s* irn- ponghi termine al prefente Con* ciftoro , permetter non potfia- tno palfar fot- to filenzio cioc- clie conviene a Tutti efler noto; poicche fu Noftro piacere di perfonalmente veder la Maeftk dell’Imperadore, di cui fem- premai ne abbiamo tenuto conto grandiffimo , e di teneramente ab' bracciarlo. Per cagion del nohro Mi* niftero abbiamo fpefle fiate col Me* defimo ragionato, ed ammirare ab- biam dövuto non fola mente la di Lui fomma urbamYa, colla quale^ci ha onoriftcamente nel fuo Imperial Palagio ricevuto, ed officiofamente, e con magnificenza trattato, ma an* cora la particolar divozione ver* fo xpsjaPHi'iiw^ VnOJOB-BÖSPF A^m^I-'EAL °A Ä1D> °iX -"K. AI* ° M- c&MZZFJ&Tx: fcrß’x 11 y&t &J JS3 hac Urbe , Ö* populis in innere Nobis occurrevtibus fartam incorrumptamque manere cognovtmus » non modo^ Qctm landabe , fed ajjtduts etiärvt ora~ tiontbus precibufque JSfoftrtsßovere nun - quam prtetermtttewus • Imo Daum Optimum Maximum vehementer ob - fecramus , tendenfes non defent , /» fantlo propoßto con - ßrmet , ac uberi cceleßiutn Benediffioz ,tfum rore perfundat t fo di Dio; la elevatezza dell’ingegno, e la fomma applicazione nella fpe- dizione degli aflfari. Con non minor qontento ha il paterno Noftro animo follevato la pieta, e la Religione , che cosi interamente fi conferva in quefta Illuftre Citta, e ne Popoli , che nel viaggio ci fono aH’incontrq venuti , perlocche non folamente tutto lodiamo y ma colle continue Noftre orazioni , e preghiere norf mancheremo d’intercedere , affinche Chi non abbandona Coloro , che a Lui fi diriggono; loro confirmi nel fanto proponimento , e ne’ Medefi- mi diffbnda F abbondante rugiada slelle celefti Benedizionie DE* ORA. MtPC « DEPUTATORUM A SENATU AUGUSTANO Ad Sanßifiimum Dominum Noflrum PP. ORATIO Habiia die fecunda Maji MDCCLXXXII . BEATISSI ME PATER AC- PRINCEPS POTENTISSIME {7/7*7? fex , £7* Je- ptem effluxere fc- cula y ex quo Au * gufla contmgit a- dorare fua intra m cen'ta Summum Pontificem Leo * »«w IX * bodie PIUM SEXTUM Nobis venerari li- cutjje fern invidebitur poßeritas , utrum• que Sidus Roman# Sedis pr#ßa?jtijß- mum , utrumque Sanblum , utrumquo amicum C#faris , amorem Prindpum , admirationem Orbis , Supremo Cbrißi Terris Vicario , Ö 4 P rin dpi s po- tentijjimo congruos exhtbendo honores , Ö* profundijjwnam manifeßando l$ti- dam longijßme impares , ii§ SereniJ * Elettorh) (D* Arcbiprcefulis Ere- virenfis , Epifcopi Auguftani pie- tatem , munißicentiam , & facultates prindpes fi devoüjßme reponentes Duumviri , Con Jules , Ö 4 Senatus , Domint , /7C Superiores Noßri , tnjun- xere Nobis , pedes Sanbhtatis 5 ^ Celfitudinis Veßrce provoluti , pt'° glorioßjßmo adventu in Au - gußam perjolvamus bumillimas , /«£- jcbhonem proßteamur ßdelijßmam ,6* venerationem JubmiJßJßmam , fimulque dona pro more Status Summts deßinata Regibus offeramus , äc pro inconcufja in long#Ditatem falute , pro omntmo - ORAZIONE DE’ DEPUTATI DAL SENATO DI AUGUSTA Al Santifljirio Pontefice Signor Noftrö Recitata ml dz 2 . Maggio 1782 . BEATISSIMO PADRE, E PRINCIPE POTENTISSIMO . Ono ormai 730. anni da che oc- corfe alla Citta di Augufta adora- re fra le di lei mura il Sommo Pontefice Leone IX. I Pofteri do- fe oggi habbiam vranno invidiarci , noi la occafione di venerare PIO SESTO, l’uno, e l’altro splendore efimio della Sede Romana; ciaicuno di loro Santo; tutd e due confidenti di Cefare, arnore de’ Principi, ed am- mirazione del Mondo . Al Supremo Vicario di Crifto in Terra, ed ad un si potentiflimo Principe ufando gli convenienti onori manifeftiamö beuche incapaci Ja gioja inefplicabile degli Serenillimi Elettori, Arcivefco- vo di Treveri,e Vefcovo di Augu- ha. Tali due Perfonaggi, iConfoli, ed il Senato padroni, e noflri fupe- riori communicandoci la di lor reli- gione, munificenza , e facoitk ci han- no impoflo di prodrarci a i piedi della Santita 5 e Grandezza voftra, con rafiegnarvi urnili i ringraziamen- ti pel gloriofo arrivo in Auguda , proteftandovi fedelilfima dipendenza, e fubordinato rifpetto. Vi ofFeriamo i donativi , che per antico coftume dcllo Stato fi prefentano a’ fupremi Re- da fdicitate pvincipali , pro gloria f '4 per cm inenti & tranquillitate , Ö* incvemento utviufque Regni votis con - du dämm obfequioßffimis , devot ifftmis y bumi Hirnis,Benedtttionem Apoßolicam , fttmmam gvatiam clementtam tn univerfos cum Senatu Cives fubmifi fiJßme. e$ora?ites * , ... u i Regnanti; ed augurandovi lunga eta, felicita codante, gloria fovraeminen- te , tranquillita , ed aumento dell 5 uno , e 1 altro Regno terminiamo umilmente ; , chiedendovi con inceflan* tied ofleqyiofi,. voti T Apoftolica Renedizlone^ ed uno fpeciale, e, demente padrocinio in ver del Senato, e de’Cittadjni tuttio Q AD AUGUSTANOS DEPUTATOS A’DEPUTATI DI AUGUST A 1 Eregregiam obfe- qmi Veßri figni- ßcatio.nem liben • ter \ntelle$imus , dr animo accipimus. Noßri huc acceffus rat io ex repetifis officiis tximii Principis Eletloris Trevirenßis Eptfcopi veßri procejßt , qui ob mn- xtmns virtutes juas 5 prgclaraque in Roman arn Catbedram , & in Nos me- rita eß fane Nobis 5 uti debet effe ? carißßmus ; ejufque Nos idcirco digni * tatis ac amplitudinis pturimam fern* per rationem babeb'tmus , s . '■■■• , . Jucundum quoque fuit infpicere fla- rentijßmam banc Urbem pulcberrtmo-. rum dEdificiorum frequentia, commer - ciique Opportunitäte confpicuayn . Jam in ipfa gratiarum abiione , quas Vobis referimus pro boc luculento officio ve~ ßro , proque donis d Statu decretis Deum Optimum Maximum precamur , ut Abbiamo intefo benvolentieri, e di buon cuore ri- cevuto il fingo* lariilimo atteda- to del Vodro of- fequio.La ragion, percuiquicicon- duflimo fi fu per gli continuati uf- ficj dell’ egregio Principe Vodro E letrore Veicovo di Treveri,il quäle per !e fue eccellenti virtudi , chia- riffimi meriti verfo di Noi, e della Romania Sede ci e certamente , corae richiede, oltre modo caro; per- cio Noi faremo fempre giudizia al- la di Lui dignita, e grandezza. Ci riufci ancora giocondo Tofler* vare queda fioritidima Gitta, ragguar- devole per la mohitudine delle bellif- fime fabbriche, e per il commodo del commercio . Nel ringraziarvi di on ranto dncero ufficio,e merce le oderte efibiteci per munificenza dello 5tato pregaremo U ; mifericordiafa id- B dio 5 14 ysM ALLO (l) Quas hofpitum , Sc advenarum voces B. Paulus Apoftolus in E^ pilt-i ad Ephef. Cap, 2. applicuic Judasis , Sc Gentilibus ante receptum Evangelium, extendunt SS. Patres ad omries , qui cce'ieftem Gvita- tem non funt aft'equuturi, ut S. Jo; Chryfoftom: HomiJ. 6 . Litt. B. in eamdem Epim Theophila 6 L ibid P Cäp. 2. u um, 1 y. .PI S? ( 1 ) Le voci di Pellegrini , Foreßie* rt npplicavanjt dall /lpoflolo S. Paolo tielia Epfftola agli Jifsji [Ep. 2.] fi t Giuüti , e Gentili y ehe nac• quer pvui della pubhltcazton delf Evangel 'to, l SS, Padr? ficßendono itjenzoa Coloro > ehe per con fgutre non f nanno il Payadifo , coms opi- nr.ro no S. Gio : Crifoftomo { Om ei. B. nella med. Epiltol.Je Teo- filatto [iuog.lteli. Cap.2. num. ip.J nt qui funt Cives & Domeßict Dei , in ejus cultu cum fervore concrefeant; funt bofpites & adverns , ue claritatis illußrentur , O faluth adducantur (l) <,Ut NoS eeque omnes comple&i pojje gaudea- mus • dio,accioch£ quanti fono i Cirtadi- ni, e gli fervi del Signore vieppiu s* infervorino pel di lui culto: Quelli poi, che fono o Peilegrini, o Fore- ftieri fiino jlluminari daliadi Jui fan- ta-fede(i), per cos'l incam-minarfi per la via del Paradifo, ed efler ancora Noi a parte dei di iorp godimento. M)T( 15 )%* ALLOCUTIO habita in sacrario eg CLESIiE ARCHIEPISCO- PALIS FERRARIENSlS Die XXII. Mai] MDCCLXXXII. VENERABILES FRATRES. N Confßorio Senket 0 , quod ba - buimus in Palatin Quirtnali die XI /, julii MDCCL- XX/X, duos crea- vimus S . R. E, Presbyteros Car- dtnedes , quorum unum tune enuncia• vimus Cardtnalem Fr einetfeum Mer- zan: Alterum vero in peftore referva - vtmus abitrio Noßro queindocumque de- cleiremdum , tfque futt Alexander de Mattbeeis Arebiepifcopus Ferrarienfis , Tot funt fpebiata ipjius mentet , qui- bus per quinquennium & ultra Fer- rari&Divecefim mirifica prob it eite , pru- dentia , caritateque gubemat , wr diu- t ius ab incerto inclinantis Vit es NoßrJ+ , & u|i Ftlii «J* ? & Spiritus SanBi , do del Noftro paflaggio per quefla ; Citta,ne manifeftiamo,e pubblichia- mo palefemente per la gloria di Dio, fc utilita , e decoro della Santa Ro- V mana Ghiefa la dilui elezione j per un de Fratelli del Voftro rag- ; guardevole Collegio. Cofa Ve ne £ fembra? Merce l’autorita delllOnni- ^ potente Iddio , de’ Santi Apoftoli / Pietro, e Paplo, e Noftra dichiaria- | mo l’enunciato Aleflandro Mattei j Cardmale Prete della Santa Roma- ff na Chiefa, con tutte le derogazioni, ^ e claufole neceffarie , ed opportu* • ne. Nel nome del Padre del 1 Figliuolo , e dello Spirto San- j %o Cosi iia. J * M£\' 17 73N H O M I L I A Hahlta Die XXVIII, Map MDCCLXXXIL IN CQNSECRATIONE ECCLESIA CATHEDRALIS ' CORNEL'I E.N SIS ta , quum proprius icratur Epi- fcopits , tota fcßi- , & compta pracedit y ac vario fefe decorans ov- natu , lätit'tam producit in confpeblum otnnium Filio - rum fuorumy ut exitnius DottorChry- Jologus meßer commemorat (i) y jam hodie ipfa , DileEltJfimi , Ion ge majori exultat gaudto ’ quoniam non fponfi , 77 eque filii , germinifque fut confecra ■ tio peragitur , proprius ejus Na- talts dies celebratur . Quare multo potior i rat tone nunc plenum amoris fenum aperit , maternos extendit am- plexus y ac divinis in Canticis pfal- lit y ut omnes ad congaudendum ßbi gremio caritatis includat . Atque bic opportunum videtur , ut in memoriam vobis revocemus , qut •uetußi huius Tempii flatus fuertt (1) Serm. 130. edit. Auguft, Vindelig. 1758. DISCORSO SÜLL’ EVANGELIO Recitato nel di 28 . di Maggio 1782 , HELLA CONSECRAZIONE DELLA CHlESA cattedrale D’ I M O L A Ela Chiefa Cattedrale, allora che fi confacra il proprio Vefcovo tut- ta fefteggia* e da varj apparati va- gamente ornata dimoftra un giu- bilo alla vifta di tutti i di lei Fi- gliuoli, ficcome rammenta F efimio Crifologo voftro Dottore (i) , in queftö prefente giorno, Dilettiflimi, Fallegrezza e di gran lunga maggio- re, poicche non ü tratta deila con- fecrazion dello Spofo, nedel figliuolo, ne del di lei germoglio , ma fi fo- lenniza il fuo proprio natalizio giorno. Per il che con piu foda ragione ora apre l’amorevole feno,al!arga le ina- terne braccia, e gioifce fra gli can- tici divini , affinche riunifca tutti a goder feeo nel grembo deila carita . E qui fembra opportuno di rac- cordarvi quäl ft fu lo flato di cotefla •*-- Chieft picciola affatto, e difla- dor- (b delic, 1758. Auguß, Vin - 18 M -* plane angußi y 0 fquoüidi , ut tanto magii percipiatis , quam fplendidam modo' y ac decoram m freiem objebla jam yetuftate converjurn ßt . Seeculo duodecimo Henricus Epifcopus huju$ nominis fecundus Eccleßam Cathedra- lern Cornelienfem a protytno S 9 Caf- ßani Oppida ad novam tranßulit Ci- tatem . Epifcopus vero Simbnldus die XX! T ; Ottobris 4mt MCCLXXL com folemniter confecravit in honorem ejufdem S. Martyris , de cyjus origi- ne , Ö 4 Epifcopatu difßciles repeti quaßtones oydivimus in Civifate Brixint enßi } au um ibt a Germania re- duces in Epifcopio conßßeremus f Ab eo faculö Tempi um fespe reparatym , auftumqub foerat g 0 prafeytim n tribus Epifiopis civihus noßris Jacobo nitoirum Pnjfarella , qui facyarium adjent , & turrifn companariam ab- folyit , atque a Hteronymo Cardinali Dandino y qui magmm fornicem , qm fota Ecclefia tegebatur , foper impo- nendum c'uravit , (idditkque örnamenta Chor Oy qua poßea Änaßaßus Ubertus ejus Fratris F-ilius , 0 An Epifcopatu ex r- ßgna(io?}e fuceeßor , perfecit » Nthilotyinus pro antiquitate , de injuria fernporis ad deformitatem fcre pervenerat . Qua de re alter CdefenaSy qui veßer nunc adeß Epifcopus y ani- mo roboratus vefußum Templum folo equandum , ac novum in ampliorem, flegantiorewque form am ex^ruendum a fumlamentis conßituit . Nobile , ac fuwptuofum opus aufpicatijßme inree- pit y idemque numeyrs omnibus abfol - vit . Al 'ti Prcedeceßoves fui eidem ope- yi mams ad movere fort affe cogttarunt , Sed dorna,affiache megliointendiate quan- to ora fii divenuta illuftre,ed ornata rifpetro a quelcV era ne’tempi anda- ti. N 4 Secoio XU Ernco Vefcovo II di quefto qome trasferi nella nuova Gittk la Chiefa Cattedrale d’I- mola dal vieiqo Paefe di S. Gaffiano. II Vefcovo Siqibaldo a 24. Ottobre 1271. la confecrb follennemen'te in onore deü’ ifteflb S. Martire ; della di cui origine, e Vefcovato afcoltaf- fimo nella Gi f ta di Brixen difficili e lunghe queftjoni, mentre ritornando dalla Germania la fecimo dimora. Pa quel Secplo fu qqella Ghiefa rinovata, ed accrefciuta ; fpecialmente da tre Vefcovi noftri Gitradini, cioe Giacomo Padarella, il quäle vi aggiqn- fe la'Sacr-eftia, e terminö il Campanile; dal Cardinal Girolamo Dandi- 110di cui fu il penfiere di coftruire al di fopra Ja gran Cupola , che difende l’intera Chiefa , con aggin* gnere gli ornamenti al Coro, perfez- ^ionati pol d’Anaftaßo Uberto di lui Nipote da Fratello,fuccelforeal Vefco* Vato per fua rinunzia . Gib non per tanto coll’andar degli anni decadde di nuovo; per cui uno di Cefera (1) al prefente voftro Vefcovo, infervorato da zelo ha eretto da fondamenti quel Tempio tutto diruto,ed anticQ in qna nuova, e delicata coftruzione. Egli ne comincib la nobile , e ma- gnifica opera , ed egli ifteffo J’ ha perfezzionata, Andie forfe in talento a i di lui Predecelfori di far cofa fimile, ma habbiam veduto accadere quelche fucceffe a Davide, il quäle fii fpinto da un certo religiofo penfiere d’ in- (1) Cardin nie Gio: Carlo Bandi Ve- fcQvo d'Imola y e Zio di S. S» i9- fiö —:•—^ QP ^-^*~ SW /7/W vidimus contigiffe , accidit Davidi, duclus fola qua- rtWz reltgiofa cogitatione , ccepit mo- 'ucyi , z/£ Alttfßmo Dornum adificaret tn tems, fed gloria Opens refervata fuit Regio Filio Salomont . Htnc jure quodam proprio confacrari h&c a nobts debuit Ecclefta , tamquam opus illius, quicum non modo Patria , /W fan- guinis neceffttudtne conjunBi fumus . Advertite ergo ammum ad novum ejus fulgentem ßatum , gw fanfttta- tem fpirat , vofque■ excitat , ut a ter- renis rebus abßratli ad cceleßta ra- pinmini . Flic, ait Chryfoßomus, Pro- phetae clnmnnt, hic Apofio i Evangelium preedicant , hic Chrißus in medio (lat , hic Pater fufcipit , qua fiunt , hic Spiritus San Bus l^tit iam fuam impertit . Tempi um enim de lignis , (y lapidibus eß ßdificatum y fed ut Templa Dei viventis ibi con- gregentur ; quoniam non folum in manufaBis habitat Deus > fed mag is in anima ad fut imaginem manu ipfius Artißcis condita . St igitur Templum Dei effe meruißis , frequenter ad la- pideam hanc Eccleßam convemte, ut animas veßras inftmul confecretis esknudief enim Deus orantes in loco ißo . Non itaque perram ad eam ac- cedite , nee folum quando prurientes voces , ac bene, fonantta pevß\ epunt inßrumenta, vel quando. major Popult eß frequentia , ut ab alns videamini, aut venu Ras forrnas confptciatts .. Au- dite Ghryfologum- clamantem : quid eß , quod Eccleßam mane nolumus intrare'; quid eß quod mat.utt.na pre * ce totius diei eußodiam nolumus po- ßulare: quid eß quod homini adßare toto tempore libet y & Deo adßße- rsy d’ innalzare a Dio un Tempio in Terra; ma la gloria di quella opera era riferbata al di iui Regal Figliuofo Salomone: Quindi liamo in obbligo di confecrar quefta Chiela, ( non meno per eifere opera di un noftro Cotl- cictadino, ma ancora perehe egli e noftro parente. ’ . Rivolgete adunque il cuore al nuovo , e maeftofo ftato della me* defnna , la quäle ifpira fantita , e v’invita nella dimenticanza delle co- fe terrene, per godere delle celefti . Qui parla il Crifoftomo; vociferano i Profeti; qui gli Apoftoli predicano l’Evangelio, qui in mezzo ft attro- va Crifto ; qui il Padre gradifee le offene, qui lo Spirit^ Santo £a par- tecipe la fua letizia . Benche fia il Tempio compofto di fabbrico,. e di legnami, e fatto pero-, perehe vi fi congreghino i Tempj di Dia vivo , e vero; giacche non folamente inter- viene il Signore nelie opere materia- li ,mafi eftende ancora entro dalf ani- ma, opera di fue maai, ed a (imilitudi- ne della fua imtnagine creata. Se dun- que avete meritato. di avere il Tempio di Dio, fiare frequenti a convocarvi in quefta Chiefa,. benche di pietra , per cosi confecrare infieme le anime voftre, ed elfer da D^o efauditi, men* tre qui umili gli porgerete le preghie- re. Non ci andate al raro; ne folamente quando le folietiche voci , o gli ben fuonati ftromenti fi fentono, o pure alloracche vi concorre Popo- 10 , per elfer d’ altri ammirati , o guardare le altrui bellezze. Afcoltate 11 Crifologo, che declania,Cofa e quel B 4 non MÄR 20 TÄN re , nec punSlo libet? (i) Abßnt a vobis detrahhones , faßus immo • deßice , confcrti fermones , 7 Vw- pla veflrn profanem . Feem inte ve- ro , //* Ecclefitis immo- rantur , feducant , prmce currant ad lacrymas , priores cucurrerunt ad lapfum ; fequantur etcemplum Ma • tris Drui Gregorii Nanzianzeni (2), gw* tantus pietatis , Ö* devotionis fervor eß inventus , ut in facris con- ventibus nunquam iliius vox aadira fit , neceflaria tantum , & myltica excepra ... Niimquam veneranda: Men- fa; terga obverterit,nec in divinum pa- vimentum expuerit. Veniet ad vos Redtmpior nofter mille Angelorum Coborttbus circymdatus , -no* pgfcat , 6 * carnibus fuis nutriat : occurrite illi in Terr.plo , de itf ipfo ßatim ingreßfu fupplices orate , «/■ fuo fern - per cultut refeyvcmini , Ö* mifericor- dia fucß aquis vos ablttat , nihilque inßdeat , Divinum dedeceat Ma- jeßatem * Cavete , # tarnen ocult Domini femper aperti funt , £!7 humtlium preces au res erebl<2 : Hic pauper intrabit , diT Do- minus Jubleyabit inopiam : Accedct afßkius , Ö’ confolabitur ; Hic ela- tionis fpiritus dcbellabitur : Hic ira * cundi# calor moderabituy ; fite teßus incontinenti# temperabituy : Et quid orantibus non dabit Dominus , eloqui- tur yeßey Chryfologus , gw feipfum non (i) Serm. 43. (2; Orar. 10. in funer. Patris num. 10. Tom. i. non voler entrare di buon mattino nella Chiefa; cofa e quel non chie- dere afliltepza con efficaci preghiere- in tutto il giorno ; gofa e quel fa- crificarfi per la inti^ra vira all’ Uo- mo, e non a Dio? (1) Sian da voi lontane le maldicenze, le mode im- modefle, gli dilcorii in unione, per non profanare le voftre Chiefe. Quelle Donne , che fi fan vedere fpeffo nel Tempio, per far preda vadin le prime a piangere, fe le prirne furo- no a peccare , e fequino l’efempio deila Madre di S. Gregorio Nazian* zeno (2) , nella quaje fu si grande il fervore deila pieta, e deila divo- zione , che nelle facre unioni non i intefe mai Ja di lei voce , fe non per prolferire le Orazioni . Mai volto le fpalle al Sacro Altäre, ne mai fputo in Chiefa . Venghi a Voi il noftro Redentore, circondato da mille fchiere di Angeli, per pa- feervi , e nudrirvi colie fue carni ; ufeitegli all’ incontro nel Tempio , in cui entrando , fupplichevoli pre- gatelo perchc vi mantenghi fempre nella fua fede , e colle acque deila fua mifericordia vi lavi, e nulla vi rimanghi , che ofiender polfa la di- vina Maefta. Siate guardinghi a non far fentire quel mormorio di doglian- ze, che s’intefero da Geremia, cofa e , che il mio piletto ha commeffe entro dellq Ca/q mta tante fcelleragi- ni? E pure il Signore e fempre vi- gilante , per afcoltar« le preghiere degii Umili; Qui entra il Povero , ed il Signore lo fovviene ; ci fi ac- co* (1) Serm. 43. (2) Oraz. 1 p. tjclla morte del Padre n. 10. Tom. 1. non petentibus dedit , aut in refpon i dendo quam, faciet moram y qui in di- ffandis precibus vota fupplicum fic prctvenit ( i ) ? Sed ß furda fafta funt aures ejus , vos eas occlußßis , quia non difcipltna bumilitatis , & timortSy fed inflato corde poflulaßis . Atque ut jam hic cetera praterea- mus , illud tarnen yepetere , vofque in Domino bortari non dejinimus , ut fpeciofam hanc Eccleßam diltgatis ea cbaritatequa eam dilexit Cbryfologus veßer , qui profeßus efl : „ Omnibus „ quidem Eccleßis venerationem & „ fidehjßmam me debere fervitutem ,, profiteor , fed Cornelienfi Ecdeßia „ infervire peculiarius , ipßus amore ,, compellor ‘ Cornelius namque bea - „ djßtma memoria Pater mihi fuit , „ ipfe me per Evangelium genuit , 5) i?f e P tus püjjzme enutrivit , ipfe „ Jan Elps fanBa inßituit fervitute / ipfe ,, facris obtulit confecravit Altari- „ bus ideo mibidarum & colendum^ ,, mirabile Cornd'n nomen: amor er ■ ,, go compellit Corndienßs Ecde-. „ defideriis. defideranter . occurre- „ rc (2) „ . Nonne & vos paria recepißis beneficia ? lnfpicite facrum Lavacrum , ^«0 regenerati fuißis ad gratiam .*• T ribunalia Panitent'ue , gw- vos Deus fufcitavit per veniam : Altaria , qutbus Hoßia falutaris fuit pro vobis oblata: Cathedram ve~ ritatis , cceleßis dottrinte pa - bulo fuißis enutriti ; Sepulcra majo- rum , quibus mortis pavor reddidit futura vita fecuntatem: Civium ve- ßvorum Cbryfologi , Mnurelli y Proie - £?* „ cofta l’Afflitto, e fe ne parte confo- lato ; Qui ft deprime la fuperbia ; fi rafften a il calor dell’ iräcon- dia, qui fi. smorza Xardore dell’ in- continenz^.E quali grazie non com* partira il Signore a chi lo priega ragiona il voftro, Crifologo, fe die- de fe medefimo a chi nol chiede* va; anzi previene. nelf efaudire ; e quäle prontezza non dinioftrerk , fe melle grazie gli fi domandano ante- viene i defiderj di chi le chiede ? (x) Ma fe le di lui orecchie non piii afcolta- no, voi gliele avete chiufe , perche non con fentimenti di umiliazione,e di timore, ma con fuperbia lo chie- defte. E per tralafciare il rimanente, convien di nuovo dire, fenza termi- nar mai di efortarvi nel Signore, di tener prediletta quefta belliffima Chie- fa con quell’ onore, col quäle la di-, ftinfe il voftro Crifologo, meqtre di* chiaro , Confelfo elfer tenuto di venerare, e fervire tutte le Chiefe, ma con un particolare amore fon tenuto alla Chiefa d’Imola. Corne- lio di beata memoria fu mio Padre ; mi genero per l’Evangelio ; pietofo mi alimentö nella Religione; Santo mi fottopofe ad un fatito gioco; egli mi offen, e confacro nelle Altari; e per ciö il mirabile nome di Cor- nelio mi e chiaro, e rifpettofo,e 1’ amore per la Chiefa Cornelienfe (2) mi obbliga ad elferle grato (3) Voi duoque non ricevefte forfe fi- miglianti beneficenze ? Guardate il facro Fonte, ove rinafcefte alla gra* zia; i Tribunali della Penitenza, ne’ qua- (1) Sermon. 6j . (2) Sermon. 16 5. omn. ex prascitat. edit. (1) Difcof 67, (2) Daliitaliana lingua chiamata Imola. ^ (3) Dif cor f della precit, Ediz. S*%P( 22 <3/ 5 Ö* Donau Exuvia-s, qui preces , C^ 8 '•ußta veßra fuisintercejjionibus divince obtulerunt Majeßati . Ipßs acceptum referre vos oportet , qu'od intet no-Jif ßmos concußcs terra fragores , gw fi- n'tt'ima loca^Ö 3 Civitates devaßarunt , uoj fola Dtvina voce monit't , incolu- wes cum domibus veßris prafervati fuißts . 4£»/5 amantif - yiw# Matri , propitiis Civibus cultum non exbibebit bumili corde , dcmijßs oculis , gratifque gemitibus , fupra vos renovetur exemplum fever a , promptaque vindifla , Chrißus Dominus exercuit in Judaico Templo contra ementes , Ö 4 vendentes in ilto? fguod Deus avertat . quali Iddio vi die nuova vita col perdono; gli Altari, in dove fu per voi offerta T Oftia falutare; la Ca- tedra di veritk , dalla quäle appren- fte la dortrina del Cielo ; i Monu- menti de’ Genitori, per conofcere col timor della niorte la ficurezza della vita futura; le fpoglie de’voftri Cit- tadini Crifologo, Maurelli, Projetto e Donato , i quali pregarono la di- vina Maella per i Voftri fpirituali vantaggi . Conviene ora di eflferle grati , e tanto piti , che avvertiti dalla divina parola vi prefervö Iddio colle voftre Cafe dal flagello desli Ultimi Tremuoti, i quali i confinanti Paefi, e le Cittk devaftorono. Chi va dunque fra di voi, che non prefterk con umilta di cuore riverenza all* atnörevole Madre, ed agl’indulgenti Cittadini con occhio rifpettofo,e con lagrime di gratitudine, affinche non ricada fopra di voil’efempio di una fevera, e pronta vendetta , fimile a quella, che us6 Crilto N.S. in per- fona de’Negozianti nel Tempio?Che Udio ce ne prefervh HO- i DIS- 1 « 2 3 )%4 DISCORSO SÜLL’ EVANGELIQ jlecitato nella Domenica feconda dopo Pentecofte Nel di 2. Giugns 1782 . f PER LA CONSECRAZIONE DELLA CHTESA De’ PP. Serviti di Cefena. homilia H A B I T A poraiaica II pofl Pentecoflen Die II. Janii MDCCLXXXlI. IN CÖNSECRATIONE ECCLESIA FF. Servorum Beats Maris Virginis Cxfenae» Ucundo animo nd* Bi fumus occafio- J $ e d ea a d memo- Ytam Ycvocat . auod olim a San Bo. I dBttwt 5 geßwyique legiwms» ls richieUo d /\nciiea tvs ui u l^ar y | enim ab Andrea Pannontce Rege ob- di andais in Germania mentre. per fecratus , ut Germaniam peteret yquurn quelle Contrade viaggiava, e vi an- ä per diverfa? illms region.es her age- diede confecrandoyi le Chiefe. Am* ^ ret , Eccleßas confecravit , Admirabi- mirabile, e prodigiofo fu quel che av* "j le tarnen , plenumque prodigio fuit , venne, fecondo ayvifa la Iftoria, a i| qmd Comitum Scbwarz/burgiorum motivo de i Conti di Sch Warzeburg, gratia acctdiffe narrat btßorta . PJatn poiche eili anditdero all incontro al flt in ft obviüYYi tveriitit Pontißct > cuwi .Pontefice, rnentre tirava in Norim 0) r ‘ Nn. ber- *4 )KN Nortmbergam contendevet , eumque obteßati Junt , fc/ paulluhtm declinaret a via ad Sacellum ab iis in honorem SanftiJJimts Crucjs ereHum , facro ri- tu conßcrandüm ; Pontifex nihil di* greffus, eff ; & protenja manu i ß- gnoque tan tum Crucis ettprejfo , abfen's Eccleßam confecravit . Verum pii Fun- datores , minime cognito miraculo , #gre , dolenterque ferebant , Leonem nolutjje deßguatum locum adire , ap- que eovum precibus annuere . Sed ,quum Pontificts monitu reverft ejjent , non ambigua peräfla Confecrationis velii- gia, notafque invenerunt . (i) Nos quoque a Germania feducps , Eccleßam Cathedralem Corneltenfem a Dilefto Filio Noff ro Joanne Carolo Cardinali Bandi illius Epifcopo , & Avunculo noßvo amantißßmo , ampl'to- ri & elegant iövi forma adificatam , confecravimus . Nunc etiam Tempi i hu jus , quod Genitorum , Majorumque noßvorum Cineres feryat , mehon ßruBura vefhtutum efl ? parem conjecrationem debita folemnitate ab- folvimus . Quoniarn vero pro inßr- mitate n ftra nec poßfumus , fumtmus tmitari prodtgia Leonis ^ qui ab Jens , ft/ diximus ac folo Cr uns nuiu facram JEdem Sch’warzeburgen * /t w confecravit , propterea omnes adhi- buimüs ritus , & cceremonias ^ qua pro religione dignitate rei , prafcripta funt. 6)uare Lu flrattones , BenediHio- nts ^ Infci ipttones , Unffltones ^ Orationes , Qruces , aliaque plurima facra hu jus aftia* berga , e pregaronlo di attraverfar per poco la ftradi fino all’Oratorio da elfi loro eretto , in onore della SS. Croce, per confecrarlo foilenne- mente . II Pontefice fenza dipartirfi di la, alzata Ja mano , con nn fe- gno di croce , confecro da lontano la Chiefa. E ficcome qua’ pii Fon- datori non conobbero il miracolo, fconfolati , e dolenri fi querelavano di Leone, per non averfi voluto Pa avvicinare, ed efaudir le preghiere. Ma eflendofene ritornati ad infinua- zion del Pontefice, ritrovarono fegni tali da non dubitare , che la Chie- fa era diggia confecrata . (i4 Qr ritornando Noi parimentLdal- la Germania, abbiamo confecrata la Chiefa Cattedrale d’ Imola , in una ampia e fingolar maniera edificata dal nofiro diletto figlio Gio: Carlo Cardinale Bandi Vefcovo di quella, e nolfrö amahtiffimo Zio . E ficco- me quefto Tempio raccoglie le ce- neri de’noflri Genitori, ed Antena- ti, oltre 1 averfi poco fa rimoderna* ta, ci e piaciuto folennemente con- fecrarla. Per effetto delle noftre deb- bolezze non poßiamo , ne vogham prefumere poter imirare i prodigi di Leone, il quäle da lontano confe- cro, come diflirfio, col folo fegno di Croce la Chiefa Schwarzeburgenfe, per cui fecimo ufo de’ riti tutti , e delle cerimonie a ral vopo ftabilire. Converrebbe produrre una minuta fpiega del fignificato di quelle tali folennita, e cofa voglian dire quel Ri- (0 V N ium h f A aderi Ba / a M Sana u (1) Mme ° R ‘ U,tU SanBa , ' pa8 ‘ edl! - Monach * /• P«g- u ediz. Monr.cb. J704. frWi *s )%* < fittiow folemnia , numeris omni - /wj perfecimus , ewigere quodammodo widentur , difer tarn lat ent tum myße- riorum escplicapionem; ut a quo tempore tntcepertt apud Cbrtßtanos facro- ytwi Templorum pacißcus ufusyqualts ßuerit eorum ßrublura 9 quäl es extenO“ res y Ö* intern& partes , qualia ornct * mentet , ^ qutbus verba facere in promptu caderet ; fed cum diutius fuper bis foret immer andum , & fa- tigatio perablce Confecrattonis : Nos tn longum progredi non finit 9 & pro- dubia a Vobis adßß.bntia nimia Vos gravaret fattetate ; ßngula h&c cogt- mur pratenre , flattm ad ea con- •vertt y quee magts unicu'tque vefleitm fruttuofa exißent . Hmc memores Vos ejje volumus y quod teyribilis , fimulque amabilis eß locus ifte t terribilis qui - dem Deemonibus , quoniam hic conß- ha y vtrefque eorum confrtnguntur .* amabilis vero hommibus «, qui f oculo «s Ripulimento, Benedizioni, Infcnzro* >% ni,Unzioni,Orazioni >e Croci in tal ^ rincontro ufate,fapere da quäl tem- po comincio 1’ ufo pacifico de Sacri Tempj j quäle (i fu la di lor co- ftruzione ; quali le interne ed e- fterne parti, e gli ornatnenti ; del _ che caderebbe in acconcio parlarne; ma liccome andarebbeß alia lunga* e fiarn defatigati nella gia compita Confecrazione, e Voi intervenuti in }M una lunga affiftenza , penfiamo di ' cio farne a meno 9 e ritQrnar fubito _ ove vi ßa piu conveniente :.fe non che folamente uopo e rammentarvi y che quefto luogo e terribile 9 ed amabir ^ le infieme . E’ terribile a i Demor Ä nj 5 perche qui s’.inßevolifce la for- za de’ lor configli* e poi amabile a- gli uomini, che con occhio di mi- fericordia, fon riguardati da Dio^ a- dorandolo.nel Tempio , per confe- quire il premio delle opere buone* E febbene per ogni dove^.e prefen-, mifertcordtce a Deo confpictuntur in — r - 0 v * , Tcmplo ur pramia bonorum operurri te Iddio, e niun, hto gk e occu t a confequantur. Et quamquamDeus ubh fu cio non per }tanto aramirato a Je L nulloque tUudatuv loco , mh Giacobbe,di attrovarfi .veramente il ratul tarnen fuit Jacob , quod vere Signore in quefto luogo , ove g l Dominos eß in loco ißo , ubi Angelt, Angeli fi congregano dr umta cogli &■ hominis ßmul congregantur , ac Uomini; per cui efpreflamente dl- proinde ßgnanter dicimus : Pater no ; ciamo Padre ^ che fa ne ^ protnae iionanter auwrw - * ” - r . • r r ftery qui es in Calis; veluti proprhy Cieh, come fe in Chiefa fi prefen- ac fpect alt modo ilhc pmfentem fe taffe in una piu propna , e üngolar exbibet , non quidem ipfe diverfus , mamera , non diverfo dl quejeb S , fed diverfo dtßinquens : eß ergo m ma. con piu diftinaione . Egli dun tempio, ut ä vobts colatur,& preces que elifte in Chiefa , pei efler da fufaptat, oc confccret nn,mas veftras. Voi adorato, e r.ceve le pregbiere, Hmc oportet, quod Et fervims in per confecrare le : anime Volke. veritate, & humiiame cordis expro ■ Quindi conviene di fervirlo con lin- bantts onnos pramitos in amoritudi- cerita, ed umilta di cuore, piangen- ne animec veßree, ft cupitis orationes do le colpe dl gia commefle, e vi veftros „feindete in confpeBu Dei ß- piace che le Volke Oraziom giun- ^ cut afeenderunt ilU Centurionis Ita- gano nel cofpetto di Dio,ficcome vi ^ J Ucee . . . per- , ltc<& Cobovtls , Non contendimus , ut Apoftolorum , (y veterum Cbrißiano * rum fervorem exequatis , qm confpU rantibus animis effufa, 6* prolixa ora «• , impense divinum implorabant auxilium , Ö* quovis in loco , /o- litudine , cryptis , carcertbus fd‘ er ns fynaxes peragebant , donec Gen- ttltum , Ö* Hcereticorum templa vel diruta , vel facra expiatione in Dei cuhum commutata , ftovaque adifientn fuerunt Chrißianis adjuvantibus Im - pevatortbus , To? rnntnque a vobis non exigimus , fed contend*mu$ , #/■ yj Domam Dei decet fanttitudo , »o» prafumptis ofeitnnter , dißraftb , ö* tadio ojffo#/ /?cm myßeriis intereffe, prafertim ß altqua prblixitate facra atiwnes producanrur ^ fed me'itis ve— ßra ariem Ercleßaßicis ritibus confo* cietis , fortiter armati , diaboli- cns rttmidatis tentationes , Ö* ablutis falutari ? pretioßjjimo eins latere emanavtt , fptntunltter tm- pleatur in Vobis , quod in pariettbus vifibtItter mox pracejfit . Excitct exem- plum ntngnt Imperatoris Conßantihi , fö>ww fermenem babens Eufebius de Sepulcbro Servptoris , /7C bis rognvit , ut federe vellet in Regoli Solio , /W/» pofitum erat y fed tpfe revetenter obluttans, femper flnre volutt , licet proltxus fuiffet fermo , refpondens nefas eße , »£* de Deo in ft tt uta eß oratio , remifsh , mol/1rer aufcultare . ^ x) EV tarnen non in Ecclefia > Imperialt aula fermo habebatur . Veremini ergo vos ipfos faltem propter Deum , g«/ /«s eß facere Templum fuum : non dif __ —■ (i) Eufeb. in Vit. Conftamini Lib, 4. Cap. 33. Oper, Tom. pervennero quelle dei Centurio- ne , Non pretendiamo di dover voi imitare l’ efempio degli Apoftoli , ei il fervore degli antichi Criftiani, i quali in una iunga, e continuata orazione concordemente uniti implo- ravano il Divino ajutoj e celebrava- no^ le facre funzioni in ogni luogo, ne ritiri, ncTocterranei, e nelle car* ceri, fino a che i Tempj degli Pa- gani, e degli Eretici non fi cornmu* torono , per adorarvi eutro il vero Iddio, e fino che i Criftiani non ne fabbricarono de’nuovi per munificen za degl Imperadori. Tante e s v i di- verfe cofe non vogliamo da voi, ma pretendiamo fo!o, che s b con- veniente la Santitk nella Cafa di Dio non vogliate intervenire nella celebrazione de i di lui mifteri dif* finvolti, alienati, e cofmi di redio, fpecialmente ove le facre funzioni prendan tempo, ma accompagnare con 1 attenzione qudehe intende la Chiefa di celebrare , acci£> cos'i ma- niti, poftiate efpellere le diabolighe tentazioni 9 e lavarvi colf acqua dei- la falute, che featun dal fuo pre* ziofiftimo coftato, faziandovi fpiritual- mente di efta, che fidle vi fi pre- fenta dinnanzi, V’inviti 1 ’efempio dei grande Imperador Coftantino , alia di cui prefenza difcorrendo Eufebio ful fepolcro di Crifto , benche lo pregaffe piii volte di metterfi a federe nel Regal Soglio, ch’era la di apprelfo, egli ciA non pertanro riverenremente re* fiftendoie volle ftare mai fempre ritto, benche diftufo ftato fofle il Sermo- 1 difßdeat quifquam a femet ipfo ; qua- ne, dicendo gfler difconvemence a- nL omne Regnum in fe ipfum cf, Icoltare fra le morb.dezze e con um vifum defolabitur , & domus fupra proprieta quel difcorfo, ein. nguarda dLm eldet, nec intrab,t Cbriftus , la legge d. Dio, (i) E pure non in ubt fuerint parietes inclinnti,& ma- Chiefa cio fi iratcava , ma nel cerie dcpu£ : vigilant Angel, ad Regale Appartamento . State dun- eußodiam , ut murU defenfent , & que con )>g ran t.tnore , almeno ßmul eos qui murorum ambttu conti- a lifleflo dl Dio, che fi degno . nentur , v.t viril,ter in tabernaculis farvi fuo Tempio; c'afcuio non i- mihtent , & deinde fuaviter in atriis fcordi con fe medefimo; poiccha ogm requießant; in atriis Ulis, in quibus Regno che fi div.de fi rov.o ? , e Ua juUnditate fovendi , recipiun- la Cafa cadra full altra , ne v, ßratus ; omniumque in Nos ela? yijßmis indiciis pietas efferebatur . Sic iftanza da Noi richiedeya ,che ci pia- cefle andare , ed ailoggiare feco in Vienna , Non fi pote venir me* no a quefio umaniflitno defiderio, e gratamente ricevenimo ben volentie- ri la liberal!ffima efibizione di un tanto Principe, yerfo cui unicameqte avevamo le mire. Navigando indi il Pb pervenni* rno a i confini del Veneziano , ed iyi onorevolniente ricevuti , e trat* tati ritrovammo nella Gitta diChiozr za due Proccqratori di S.Marco, Pietro Contareno , e Lqigi Maninio , qornini chiarifiimi a Noi fpediti da quella iqclita Repubblica , i quali egregiartiente adempirono gli ufizj della medefima loro impofti . Nef- funa cofa fu da effi a Noi efibita , ed efequita,che non conduceffe a i commodi,e allaNoftra dignita; eda Noi in ogni dove mentre diniorafii- mQ qello Stato Veneziano fi furono fempre prefenti co’ loro favori , e e cortefie, Ci venne tofto airincontro con tiiolti Vefcovi il Ven. Fratello Federico Maria Gioanelli Patriarca di Venezia , la di cui prefenza ci fu cara , ayendo fempre fat- to grandilfimo conto delle di Iui virtu , e meriti . Paifando poi poco difcofto da Venezia , la fa- ma fe ufeir fuori e dalla Gitta, e da i confinanti Gaftelli innumerahiji uomini , ed erano gia concorfi i Legati Regj , e moltiffimi dell’ Ordine Patrizio , e civile , ed a gara ci davano fingolari atteftati di rdpetto . Per ogni dove eravamo magnificamente, e fplendidaiqeqte ricevuri , e tutte le ftrade erano dalla calca del religiofiUlmo po- polo affollate f A Noi fi facevaoo in- kW.'; j-t )%* C^‘;\ v< )i 5*/r ab Utinenfibus ad Govitieafium ßnes tranßvimus . Ingveßts Gorittam Fegatus a Ca- fare venit cum ipßus Intern Diiettus Filius Nobili s Vir Com es de Cobenz Pro - Cancellarius Aula & Status , qui Nos per Außriacam ditionem Vin- dohonam ufque cum bonore deduceret’ nihil ilh diligentius , nihil ßudioßus ad Gafaris mandatts , fuoque in Nos nn&nert fatisfa eien dum . Nequaquam btc repetendum ducimus , qua undique ad Nos afflueret multitudo . lllud tarnen pratertre minime pojßumus , Labacum Carniola Urbem cum adve- nißemus , accedentem ad Nos vidiffe excepißeque Ddeftijfimam in Chrißo Filiam Noflram Mariam Annam Ca- faris germanam Sororem Außrta Ar- chiducilßam , qua illuc adventu fuo praeeßerat Vicarti Cbrißi colendi caufa , eique pietatem juam praclaro hoc teßimonio publice con firm andt , lllinc progreßß , occurrentefque ad Sfupokum Cardnialt Migazzio Vin-> dobonenji Archiepifcopo , <Ö° Refits Öratortbus , qut obviam Vindobona - ojßcii caufa prodterant , cum jam ab urbe decem prope leucis abejfemus , Jpfum ad Nos advementem confpeximus Carißtmum in Chrißo Filium Noßrum J.ofephum Cafnr.em una cum Dile- Eltjpmo in Chrißo Filio Naflro Ma ximtliano ipfius Fratre Außvia Ar- chiduce , Suprcmo Tbetitonici Ordinis Magißro . Jucundijßmus btc fuit , omni * incontro nelle lor Diocefi i Vefcovi, i Collegj , i Pretori , i Magittfati- e la piera di tutti verfo di Nqri li dimoflrava con chiariflime ripruove. Cos\ da i confini del Friuli patTatn- rao a quelli di Gorizia. Entrati in Gorizia ci fu man- dato da Cefare con fue lettere il nobile diletto Figlio Gonte di Cobenz Vicecancelliero di Corte , e dello Stato, il quäle ci accomoa- gnbeon onore per Jo Imperio Autiria- co fino a Vienna . Non fu vedu^o uomo piu diligente di quello, e puY attento a compiere i comandi di Cefare , ed il fuo uficio verfo di Noi . Non ftimiamo qui ripetere , quäle moltitudine di popolo lk ne concorreffe per ogni dove . Pero non pofliamo tralafciare, che giunti in Lubiana Citta delia Car-, niola viddimo avvicinare a Noi , ed accoglierci la Noftra Frglia in Crifto Dilettiffima Marianna Arcidu* chefla d’Auftria Sorella germana di Cefare , la quäle per onorare il VI cario di Crifto, e confirtnargli pub- blicamente con quefto chiariftimo atteftato la fua divozione era la pre- cedentemente pervenuta. Da la partiti , e a Stupako pre- venuti dal Cardinale Migazzi Arci- vefcovo di Vienna, e da i Regj O- ratori , i quali da Vienna erano ufeiri all’incontro per motivo di of- fequiarci , effendo gia difcoki da 11a Citta quafi dieci leghe offervammo venirci avanti il Figlio Nollro Im- peradore Giufeppe, di unita coi Di- iettiffimo Noflro Figlio in Criflo Maflimiliano di Lui Frarello Ar- ciduca d’ AuGria, e gran Maeflro delf Ordine Teutonico . Queiio No- C 2 Uro V^?( 32 omntbufque munii amoris ßigmßcat'to > cumulantijßmus Noßer occurfus t/77/z ßatim cum Cäßare ejus in cur- rum conßcendimus , unaque , r^/i- quum er nt vite , /V *7 cohßecimus , «/■ omnibus , e* urbe turmatim ef- ßundebantur , conjunttionis Noßne fpe- ttnculum prabcremus . Omnia populo conßevta erant , maxima Je in via cunttorum ordinum multitudo ftipave- rat, Sic urbem ingreffi fumus , ßc ad Imperiale devenimus Palatium , illa P ro &' e Jfi° ma ttimus quidam non jam Noßer ,fed ipCtus Religionis triumpbus videretur . ln fuas JEdes a Ceeßare indubli confertas illas vidimus amplif- ßmis quibufque Viris , 27c nobtlitate muneribu/que confpicuis , rfd ^0* norem cultumque Noßrum co?tve?ierant . Statim cum tarn fplendido Comitatu in amplum ejus Regice Sacellum pro- cejßmus , Deoque folemnes confentien- tibus ommum animis gratias , ac vota perjolvimus . Nihil hoc hofpitio ma- gnificentius efje potuit , nihil illa urbe ob obventum bunc Noßrum Utius , iis dtebus , quibus illic commo- rati fumus , illußrius . Quottdie plu- 'ra in urbem ex omni no?2 folum Germania , fed & Hungaria etiam , ac aitts dittonibus conßuebant hominum millia , ut ab untverfce Ecclefiee Pa- ßore Apoßoltca Benedibhonis munere ditarentur , Primus Noßer cgreffus die Fefto Annunciationis fuit , quo adire FF. Cappuccinorum templum volmmus , il- loque ftro incontro fu giocondiffimo , e pieno di tutti gli attehati di uno fcambievole amore . Allihante uni- ti con Cefare falimmo nel di Lui cocchio, ed unitamente il reho dsl viaggio in ral maniera fu com- piuio; ed a tutti, che da 1.1a Citi'a a turma ufcivano dahimo a vedere la Nohra unione. Tutto era cohu 0 di popolo , e nella hrada la grah moltitudine di tutti gli ordini hret- tamente fi univa . Gosi entrammo in Gitta, cosi pervennimo nelf Imperiale Palagio, che fembrava quel- la andata un gran frionfo non gia Noilro, ma dell’ ihelfa Religion . Indi condotti da Cefare ne fuoi Appartamenti, li oflervammo affollati di ogni forte di Perfonaggi ec- cellentilTimi e per la nobilta, e per gPimpieghi confpicui, i quali erano la concorG per onorarci , ed ohe- quiarci . Toho ci riportammo con quello si fplendido accompagnamen- to nella magnifica Cappella di quel- la Reggia , per render di accordo cogli animi di tutti folennememe a Diö le grazie , ed i voti . Niuna cofa ha potuto mai fuperare la ma- gnificenza di queho Ofpizio , niuna cofa l’allegrezza di quella Gitta per una tal Nohra venuta, niuna cofa la chiarezza di quelli giorni , che ivi ci trattenemmo. Tutto giorno G af- follavano da ogni parte nella Citta molte migliaja di uoniini non folo Germanici , ma Ungari ancora , e di altri Stati per ricevere dal fupre- mo Pahore deila Chiefa l’Appoholica benedizione, La prima Nohra forrita fu nel giorno deila SS. Annunciata, in cui ci piacque dir la Meha'nella Ghie- fa 33 m* loque in Sacello Sacrum facerey. quod eß Ccefarum fitpeißrublum fcpulcris , ac in eam tum eedem defcendimus , ut ad ipfos Aaßr'tacorum Prtncipum Ci neves pro eorum animis enixas ad Dcum preces eßunderemus . Scepe de- inceps per urbem cum prodiremus , in- terdüm Nobifcum aderat Ccefar ipfe , juaque in Nos ftudta palam prceferebat 9 aderat crebrb Maximilianus , ac nobis ex animo omnia obfcvvantia , ac in Santi am harte Sedem devot ionts indicia publice exhibebat . Egregium cevre in illo Regio Juverte virtutts ac reit • gionis fpeomen coram agnovimus , ad eurnqueßngulariter ddigendum ßau- dandttm , extollendum fumus inflam- mati . Quid de generofa illa nobili- täte dicemtts , quid de Regiis Orato • nbus , ceterifque magnorum Prtncipum Adminißris , qui Nobis a fuis Regibus eximia amoris fludiorumque omnium officia deferebant ? Pvceßantes vero Epifcoporum , ac Prtefulum , qui plu- nmi tum Vindobonam convenerant y obftrvantiß in Nos fenfus extabant . Inter hos praecipui in Nobis objer- vandis colendifque femptr fuere , qui ceteris Ecctefiaßica dignitate prcefla- bant S . R. E, Cardtnaies , quos tum prtmum confpextnius . Nam prceter Di- leblos Filios Noflros Cardtnaies Mt- gdzzium , (y Herzan , aderant illic College Vcßr't Leopaldus Erneßus de Fermian Eptfcopus Pa/Javienfis , & J ofephus a Batthyan Strigonienßs Archiepi/copus . Horum prceclara cum extare de Nobis Ecclcfiaque merita cognofeeremus , eadem teftimonio ali- quo exornare cupientes Purpurei Ga- leri Inßgnta illorum Capiti in Public o fa de’ PP. Cappuccini , nella quäle efidono i fepolcri de’ Cefari; ed ivi a vifta delle ceneri de’ Prenci- pi Audriaci pregaflimo inceflante- menre rAltiffimo per le di loro Ani- me . SpefTo dipoi ufeendo Noi per la Citta, alle volte veniva di unita 1’ ideflo Imperadore, e manifedamen- te dimodrava la fua veuerazione verfo di Noi; fpefle volte ci accompagna- va Madimiliano, e di cuore ci ed- biva pubblicamenre turtt gli atteftati di rifpetto, e divozione verfo quefla S.Sede. Per verita conobbimo aper- tamente in quel Regal Ciiovane una egregia pruova di virtu , e di religione, per cui ci fiamo invogliati ad amar* Io con fpecialita , lodarlo , ed e- faltarlo . Cofa diremo poi di quella generofa Nobilta ; de’ Re- gj Oratori , e degli altri Mini- ftri de Sovrani , i quali a Noi riporravano da’ loro Re gli ufic> coimi di amore, e di benevolenza? Ma da Vefcovi, e da’ Prelati , mol* tiffimi de’ quali erano allora con* corfi in Vienna vi fi vedevano fenfi fpeciali di oflequio verfo di Noi. Tra quefti i principali , che fp’e* cialmente ci onorarono , e rifpet- tarono furono fenipre i Cardinali della S. R. Ghiefa , che fuperavano tutti nella dignita Ecclefiaftica , i quali Noi allora con parzialita riguar- dammo. Imperocche oltre i Nodri di- letti Figli Cardinali Migazzi ,ed Her* zan vierano ancora i Vodri Golleghi Leopoldo Ernedo de Fermian Ve- fcovo di Padavia, e Giufeppe a Bat* thyan Arcivefcovo di Strigonia , Conofcendo i diloro eccellenti me- riti per Noi , e per la Chiefa , defiderando percio gratificarli con quäl- 34 AM Z>//Vo Conßßorio' in Aula Ccefarea babito Noßris- de more mambus , ad - ft ante Ccefayeimpofuimus . Atque hie W. Fratres cum pluri- mo Vos flagrare deßderiö. arbitremur audiendi alt quid a Nobis , quod de gravijßmis Noßris Eccleßceque rebus aftum conftitutumque cum Ctsfarea Majeflate ßt , expeffationi bitte ve- ftree , quoad nunc pojfumus y gratifir cabimur . Pene quotidie inter Nos una congrediebamur , in iifque con-, grejpbtts , et ft familiariier , amiceque , tarnen fummo animorum ßudio res utvinque traHabantur . Nihil a Nobis non libere aperteque prolatum , neque. ulla in dicendo babita , nift Apoflolici muneris Noflri ratio , jnibil quod ex Ecclefue jure , inßitutoque Religionis ejfet , »o« ä Nobis abduttum y non ab lllo pacate diligenterque auditum . Magnum tngenium Jofephi Caefaris , atque illa ßngularis , qua /'« Nor. affe Hum confpictebamus , bumanitas gratia , plurimum rebus & ratiombus Noßris conferre & confuUre videban- tur . Neque inanem banc fuijfe ßdu- ciam Noflram proßtennir . ßhuedam certe , eaque gravia ab ejus (squitate- retulimus ,ut jam ex pervulgatis ipßus mandatis conftat . Jßuorumdam vero- ß nondum exitum , at fpem non me- diocrem Nobifcum reportavirnus. Jam cxaSlus Menjis Noflree Vindo - fo- qualche atteßato, in pubblico Con- eißoro tenuto nel Palagio Cefareo prefente 1’ Imperadore 1’ adornammo fecondo il coliume colle Noltre mani del Cappello Cardinalizio . E qui VV. FF. penfando, che un gran defiderio vi accenda di fentire qualche cofa da Noi, che fi e trat- tata , e ftabilita colla Maeßa Cefa- farea circa i graviflimi affari Noßri, e della Chiefa, a queßo Voßro de- fiderio fino a quanto ora poffiamo vogliam foddisfare. Quafi ogni gior- nociunivamo tra Noi, ed in queßi colloquj , benche familiarmente, ed amichevolmente , pero con fommo fiudio degli animi Noliri gli affari dall’ una, e dall’ altra parte fi trattava- no. Ogni cofa e ßata da Noi con li- berta, e chiarezza profferita, e non altro nel ragionare abbiamo avuto in mente, fenonfe le ragioni del Noßro Appoßolico incarico; niente, che foffe di diritto della Chiefa, e d’ißituto della Religione fi e da Noi omeffoje che daquellonon fiabbia pacificamen- te, e con attenzione afcoltato . La gran mente diGiufeppe Imperadore, e quella particolare umanita, e gra* zie , merce delle quali vedevamo una grande affezione verdi Noi, ci diedero a dimoßrare, che conferiffero molto agli affari , ed alle ragioni Noßre , Proteßiamo non effer ßata queßa una vana Noßra fperanza . Certamente riportammo dalla diLui equita alcune cofe, e coteße d impor- tanza,come gia e manifeßo daidilui pubbiieati editti . Di alcuni poi fe non ancora fe n’b veduto l’efito,ne riportammo non pertaiuo feco Noi non mediocre fiducia . Era gih paffato un Mefe della Noßra 35 )%* bonenfts commorationis erat ? cum ^0) in de dtfcedendum Nobis ejße (latue - ramus . Ipfo dlfcejfimus comitante Ceefare , unaque conftBis aliquot paf fuum millibus , pofl antpletius * mutuos intimi amoris ptetattfque fen- fus ab lllo fumtos valde commotq concitatoque an'mo TS! oft mm iftud iter in Bavariam ac Monacbium erat , quo Nos Dile - Bijßtnus in Chrtßo Filius Noßer Carolus Tbeodorus Dux Bavaria , Palatinus EleBor ainantißßmo invi- tatu advocarat . P/tf ejusdem fines ' attigimus , r«m Nobis adfuerunt mi/ß ab eo deleBi Viri , JVb* ^ ipfum • deducerent * cumque quatuor prope leiicas Monachio abeßfemus , ipfum Carolum Theodorum obvtam Nobis , properantemque in complemm Noftrum conßpStmus . PeraBis inter Nos ju - cundijßmis officiis ejus conßcendimus curnim , unaque ad urbem illam Ö® EleBorale pnlatium inter mayjwiam Populi mulpitudinem pervenimus . 11- lic ßplendidijßmus planeque Regtus apporatus erat / feid etßi omn'ta vide- remus ad magnißcentiam , ad Religion cm , noflrique cultum ubique in - ßruBiJßma , tarnen Noflros tan r topere oculos animumque comniovebat , quam ipfa EleBvris praßentia , ipfa tarn confpicua lllius pietas , //7m excellens in Nos fludium , #/ fuo exeynplo ceteroyum antmos magjs adhuc in Nos pietatQ ac religione in fl am* mar et. ßhtmque apud tpjum dies jur cundiff rne , fummoque cum honore tran fegmius % interea Hluc ad Nos ad * veniente Venera b. Fratre Clemente VVenceslao Avcbtepifcopo , (j7* E/eBore ßrevirenfi , cujus cum maxima de No- ftra dimora in Vienna , qqaqdo da Noi fi era fhbilito da IV parrire . Parti mmo accornpagnandoci Gefare iftelfo, e yiaggiate infieme alquante miglia , dopo gli amplefli, e fcaqa- bievoli fenfi di pieta , e di amore cordiale ci fiarrjo da Quello divifl con animo da tenerezza molto agi- tato , e eommoflbo • Jl Noftro camminoera indirizzato verfo la Baviera, e Monaco , in do- ve ii Noflro DilettilTimo Figlio in Grifto. Carlo Teodoro Duca di Baviera , ed Elettore Palatino con cor- dialiffimo invito ci avea chiamati , Appena toccammo i di Lui confini ? che furono a Noi prefenti due fcelti Perfonaggi da q uello fpediti, che ad eflb Jui ci conduceflero: Ed eflendo difco- fti da Monaco quafi quattro leghe, oflfervammo venirci all’ incontro 1 ifte0o Carlo Teodoro , e Jrettolofo correre tra Je Noftrs braccia. Fatti tra di Noi i piü giocopdi uficj fa- limmo nel di lui cocchio, ed infieme tra la innumerabile moltitudine di popolo fi giunfe in quella Gitta , e nel Palagio Elettorale . Ivi e- ravi un ruperbiffimo, e ficurarnente Regale apparato;ma benche vedefii- mo tutte le cofe difpofte per ogni dove alla magnificenza , alla Religione, ed al Nofiro onore , niente pero si grandemente commoveva 1 animo, e gli occhi Nofiri , quanto Ja prefenza medefima dell’Elettore; una s'i manifefia pieta di quello , e ■1’ecceflivo afferto ver di Noj>perche cos v i cot fuo efempio vieppiu ancora infiammava gli animi di tutti nella piefa,-e nella religioneaNollio p’o. Cinque giorni dimorammo con e{To allegramente, e con fommo onore* frat- / Gjuod ü Nobts ule fummoporeflagita* bat , ad ipßus Epifcopatum , Auguftam Vindelicorum, dwerttmus . Omnia ibidem pro Hofpitis dignitate , urbifque fplen- dore , rff /». Nos ftud’to loculcnttjßme peraHa , Nobifque delata funt , /?rc£- dentibus illuc etiam ampliffimis fini- timarum Ecclefiarum Epifcopis atque Abbatibus> Ö® Elettoris in, Nos, urbifque officia pro fua pierate cumu - lantibus . /«w recurrente S. Pii V. Feßo die in Catbedrali Tempi0 fo* lemni adfuimus facro , quod ab Epi- fcopo Elettore maxima eß cehbritate perattum ; indeque ad vicinas Epifro - pales cedes peneximus 5 in qttibus olim die Alle di Lui reiterate richiefre pren- demmo la llrada per Augufta fuo Ve- fcovado.Ivi ogni cofa era e per la di- gaita dell’Ofpite, e per la vaghezza dellaCiua, e per la venerazione in Noi fplendidamente efequita, edaNoi prefentara, venendo ancora la dalle confinanti Chiefe moltiflimi Vefcovi, ed Abbati per rendere colla loro pie- ta :ompiti gli oflfequj anco verfo dell’ Elettore, e della Gitta . E ri- .correndo la Feftivita di S. Pio V. fummo prefenti alla Mefla , che fu nella Cattedrale dal Vefcovo Elettore follennemente celebrata;ed indi ci portammo al vicino Palagio Ve- Nobis anten extarent merita , eadem nunc prjecipue conßrmare vi/us e(l hoc in Nos officio finguhri t frattanto giungendo ivi a vifitarci il Ven ä Fratello CJlemente Winceslao Arcivefcovo, ed Elettore di Treveri, i di cui gran meriti avendo pria conofciuti , ora piucchemai gli ha autenticati con un particolare offe- qqip vssrfo di Npi. 37 rm SS* ///V 2 *y J unii eiYtnt MDXXX. ducen- tis nimirum & quinquagmta duobus ab binc annis teterrima illa Augußa-t na Lutheri Confejßo , cura (y (Indio Pbiltppi Melanchtonis dt ge ft a, Ö' ex- polita, cor am Carolo V? Imperator e , ejufque Fratre Ferdinande Rege,Johanne Elettore Saxonia, & ejus Fi- lio Jobarme Friderico , alitjque Ele- ttoribus , ac Principibus , Ö* Ordini- bus Imperii , Germanica linguä fuit per folemnem recitationem public ata . Ex amplo ipfarum adium Podio Apo- ßolicam Nos beneditttonem immenße muliitud'tni in Jubjettum amplijßmum Forum collett#, ad (ianttbus Eptfcopis, pr#fertim Conflantienfi , Principibuf- que, & eaterorum Principum Legatis Jolemni coeremonia impertivimus , in- credibili exceptam animorum alacrita- te nobifcum tu Catbolica unifate con- fentientium , Maxim# Saxomm Principum iam a primis tcvnpovtbus, nimirum a Joanne Duce, in Confefßone-Auguftana partei erant, maximum ejus fußinend# ftudium, quod detnceps publico ettam monumen- to declaravit Joannes Georgius Dux , cum annum ejus Confeßionis f^cula- rem aureo numifmate {gjjculptajoannis, ua* Vefcovile, in cui un tempo nel gior- • no 25. di Giugno dell’Anno 1530., cioe 252. anni prima , quelia fcel- leratiftima Auguftana Coafeftione di Lutero'dkfpofta,ed ordinata mediante lo ftu.lio, e la diligenza di Filippo Melantone fu follennemente pubblica- ta in lingua Tedefca alla prefenza di Carlo V. Imperadore , e del Re Ferdinando di Lui Frateilo, di Gio: Elettore di Saflbnia , e dei di Lui Figlio Gio.- Federico, e di altri E- lettori, e Prencipi, e Capi dell’Ini- pero. Dalla gran Loggia del di lui Palagio prefenti i Vefcovi , e fpe- cial mente quello di Coftanza ; Prencipi, e Legati di efteri Sovrani impartimmo folennemente all’ innu- inerabile popolonella gran piazza ra- dunato 1 ’ Appoftolica Benedizione, la quäle fu ricevuta con incredibile ai- legrezza di fpirito, lo fteffoconNoi fentendo nell’unita Cattolica . Erano gia da’primi tempi,cioe dal Duca Gio: grandiflime le parti de” Prencipi Salfoni nella Confeflione Auguftana, granditfimo f impegno di foftenerla, locche in apprefto an- che con pubblico monumento diehia- ro il Duca Gio: Giorgio, quando fcolpite nella moneta (a) di oro l’im- D ma? m mik 38 ysN fuaque effigie , tarn quam Auftorum P atronorumque , celebraßet . A T o$ /V/- ob res in melius verfas divin# elementiß gratias referentes cufo nu• per Numifmate (a) noflro 5 quod peßo magine fua, e di Gio: , come Au- tori, e Protettori folennizo Y Anno centefimo di quella Confeflione.Noi parimente ringraziando Ja Divina Glemenza per le cofe in miglior ftato ridotte con Noftra moneta (a) ul- Principis Apofiolomm die dißribui fo- let (&) > perennem ej]e volutmus perafti apud Augußanos facti memoriam . Eo^ ur timamente coniata , la quäle füole difpenfarfi nellaFefta di S,Pietro (£), ci (b) Martinus V. ufum induxit Pon- tificiorum Numifmatum; quae enim extant fuperiorum Pontificum , pofterius funt §d eorum memo- riam effbrmata . Paulus II. eum ufum multo frequentiorem reddi- dit . Fundebantur illa primum ferius cudi caepta , Clementem VIII. , ac prsefertim Paulum V, eadem conftat quotannis renovaf- fe, certifque temporibus diflribuif- fe;quem morem SuccefToresomnes retinuerunt . (b) Martino V, introduße l'ufo delle Monete Ponteficie ; imperocche quelle , che vi fono de Pontefici paf- fati , fono flate fovmate doppo a memoria di quellt : Paolo 11, refe quell'ufo affai piu frequente, Prima fi fondevano , dopo fi comin- ciarono a coniare . E ’ certo che Clemente VllU , e fopra tutto Paolo V. ogni anno le rinovavano , ed in certi determinati tempi le di - (Iribuivano; quäl coßume i di loro Succeffori anno fempre ritenuto, vwc i9 y%< ut diximus , facro ad arnm operatus eß , Nobis adßantibus , optimus ex tlla ipfa Saxonica nunc religiofißß' ma familia Princeps . Mult am idem etiam partem in ceteris caremoniis No bifcum habuit y prafertimque No - flram Plenariß Indulgentiß conceßiö- ' nem ex illo Aula Podio evulgavit . 6)uis jam nunc propterea 'divinorum confeliorum rationem non maxime mi * retur , cum talem videat' tanta cum Religionis noßrce gloria iis ipfis in loch verum geßarum commUtationem? Eo inde animo difcejJimuS y ut iu- cundijftmum Nobis ac perbonorificum fuijjfe excurfum illum palam teßare- mur . herum in Außriacam Ditionem , Tirolenfem fc'dicet Comitatum , ingref fi fumus y iterum a Ccefare litt er ln ltaliam reduces per Roberpum ad Venetomm fines pofepam urbem , qua eum maximis fua in Nos obfer - Vantia culruque certabat , Veronam pervenimus pro illius urbis dignitate acceptt y ubi herum ob.vios babuimus eofdem PileBos Filios Nobiles viros Equipes , & S. Murei Pyocurapores , ~qui per illam Reipublicee dipionem pergentibus publice Nobis ojßcia exbi- berenp . Nihil illic omijjum , quod ad Noflrmn decus , quod ad Populi latitiam ample pieque declarandam facerep . lnde Vicenpiam , inde Pata - vium veniwus ab iifdem Procuratori- bus dedutti , convenienpibus undique ad Nos urbium Clvibus , finitimtfque Populis , Epifcopis , PrcePortbus , quo- omnium cum numerum , Pum re - iigiofä in Nos ßudia maximo cum gaudio fpettabamus . Omnia magnifi* ce ßimppuofeque per all a ,, omnia 4 Nobis , i?/ celebrapijjßma Ute ur - be eminebanp lußrata , prob ata , co/* laudata „ ; : ' SW hac proludere quodammodo vd debantur Hs , «9 Principe Red publica urbe ad noßrum erant adven- eum comparafa . Jam propinquabamus Venetns , /» lnfida S. Georgii m Alga occurrentern Nobis vidimus pum inclyto fuo Collegio J/enetiamm - * £)«• dottri-oa tutto era corrotto , fu dal* Ja coftantc fede de 5 Vefcovi procla- mata , e per ogni parte ftabiiita la Catrolica Rede confervato co’ loro fantifllmi decreti in corrotto il Pe- pofitp dj Crifto , e con ottime legi munita la Ecclefiaftica Difciplina. Quindi ritornando neil’ Italia per Roveredo Citta fituata ne’ confini del Veneziano,in cui fummoagara fopramodo onorati, pervenimmo in Verona,edalla rpagnificenzadi quelia Citta ben accolti, dove fi prefenta- rono di nuovo a Noi i medefimi di- letti ftgli, nobili Cavalieri, e Proc- curatori di S. Marco per efibirci pubblicaruente gli atti piu cortefi viaggiando per tutto (o Stato di quelia Repubblica . Niente ivi fu tralafciato, che ridondaffe in Noftro ,decoro,oche piamente dichiarafle 1’ allegrezza grande del popolo . Indi accompagnati da’ medefimi Proccura- tori giungernmo in Vincenza, indi in Padova , a Noi per ogni dove concorrendo e Cjttadini , e Popoli confinanti, Vefcovi, e Pretori , de’ quali tutti con fommo Noftro godi- mento ammiravamo e la gran fol- la , e la rejigiofa amorevoiezza .ver di Noi . Ogni cofa, che in quel- ja celeberrjma Cifta compariva era fonruofamepte , e con magnificenza perfezionata, e tutto fu oflervato,e graademente applaudito. Ma quefte cofe fembravano efler in certo modo un preludio di cio , ehe neila Metropoli della Repubblica era apparecrjiiato al Noftro arri- vo. Gia ci avvicinavamo in Venezia , quando vidimmo nell’ Ifola di S. Giorgio in Aiga prefentarcifi - cpl -Mjp( 41 W* Ducem Paulum Reynevium , 7? perbonorifice , excepti , c^w eoque ac fuis confcenfo amplo planeque regio navigio , illud aßuaftum tranfmtjß- mus tnier tmmenfum cimbayum aquas prope obre gentium numerum , magno- que Popult concurfu ad bofpitium No- flrum apud FF* Pradicatores ad fern- phm Sanßorum Joannis , Pauli cum amplijjtmo illo comitatu defcen- dimus * Poßridie cum ipfo Dufe ad Nos revertente Senatum unwevfum , Magißrctufque amphjfmos ad ofcylum complexumque excepimus , adßantibus utrinque ad äugen dam yei majeßatem cum ipfo Patrtarcba quatuor & •vi- ginti Epifeopisy multifque fpeßatifß- mis Vir'ts ; deinceps Patricks ceteris äc Nobilibus quamplurimis datus ad Nos conveniendos eß aditus. Nihil bic neceffe ejfe arbitramuy , nt qua in illa paucorum dierum commora- tione atfa a No bis , Noßrique caufa ab Ulis funt , memoremus , qua templa , qua adtßcia infpeßa , qua cceremonia pera - ßa ’ illud univerßm dicimus , quacum- que antea de antiquifßmce illius Reipu- blica , Venetorumque gloria yfplendore y amplitudine unquam memoria tradita fünf y ea omnia Noßris tum oculis revera obfervart , cumulatifßmeque ad adventum Noßrum decorandum confer- rt congeyique videbantur . Ipft tum Reipublica gratulantes tandam difcof ft mus , dimtjfoque in Pontißcia ditio- nis finibus gratifßmo Procuratorum comitatu , urbem Noßram Ferrariam pervenimus » jtlk cöi fuo infigne Collegio il Doge Paolo Renier , dal quäle onirifka* niente riceyuti', e con eflfö, e vconi fuoi inibarcati su. di utl ben gfarj.de. v e veramente regale Naviglio yaligammö quella laguna tra il npmero di bar- che s’ immenfo , che coprivä quafi le acque, e tra il. gran concorfo di popolo calammo di pnita con.qüel degniflimo accompagnamento nel No- ftro Ofpizio preflo i PP. Domenicani a.lla Chiefä de’ Santi Gio:, e Paolo . Nel giorno fequente poi ricevemmo. al bacio , ed abbracciammo coli’ifleflb Doge, a Noi ritornato tütto ij Senat-Q , e gl’ illuftri Magiftrati , affi- ftendo dalr una all’ altra parte per vieppiu accrefcere la maefta deii’ az- gzione coli’ ifteflo Patriarca venti quat- tro Vefcovi v e rnolti ragguardevoliffimi Perfonaggi ; di poi agil altri Patrizj, ed a moltilTimi Nobili fi diede anco- ra Tacceflo a Noi» Non ftimiatno qu'i neceflario il rammentare ciocche da quelli fu per caufa Noftra oprato ; quali Tempii , quali edificii ofl'erväti , quali cerimonie ufate; Quello gene* ralmente diciamo, qualunqu^ cofa fi e per f avanti giammai regiftrata a memoria de’ pofieri circa la gloria y lo fplendore, e la grandezza di quella antichiflima Repubblica, e de’ fuoi abitatori, tutto allora era a No- ftri occhi prefentata, e tutto abbon- devolmente fi univa , e contribuiva a decorare la Nofira yeniita . Con- gratulandoci allora polla ftefia Re- pubblica finalmente partirmno,e li- cenziato ne’confini dello Stato Pön* tificio il gratiflimo accompagnamen- • ; tO MJ?( 42 VSM Aliqui Ferrari# Nob'tfcum er eint Colleges Veßr't S. R. E. Cardinales , intcr quos dilettus Filius Noßer Carolus Viftorius Amedeus Cardinalis de Lanceis , qui illuc advenerat Noßri vijendi caufa , unaque Nobis cartjji- mi in Cbrißo Filii Noßri ViBori A- medei Sardini# Regis lllußris officia detulerat . Habere tum covam ipßs Confißorium fecretum naoluimus in Sa - crario Cathedralis Ecclefue , in quo Arch'tepifcopum Ferrarienfem Alexan- drum Mattheejum veris laudibus pree- ßantem Preefulem pronunciavimus in S. R. E, Cardinalium Collegium ad- leäum die XILJuliiMDCCLXXlX., ac tum Noßro in peftore refervatum . Hoc illt urbi gaudium , hoc ampla Uli Eccleßce decus , hoc ipß Archie- pifcopo ut preemium virtutis atque incitamentum effet ßibenter eßfecimus . Tum Bononlam adivimus , itevum- que Noßri conveniendi fuaeque Nobis pietatis confirmanda caufa ad Nos Parma 'uenientem complexi amantifß- me fummus Dileft'tjfimum in Cbrißo , de- que Eccleßa meritifßmum Filium No- ßrum Ferdinandum Regium Hifpa - niarum Infantem . Deinceps Foro Cor- neli 't cum aliquot moraremur dies apud Cardinalem Epifcopum Avuncül'um Noßrum non jam quiefeendi , fed a- gendi caufa , ibidem Confißorium Publicum babuimus coram feptem Cardi- nahbus , in eoque Cardinalem Matth #j um Purpurei Galen bonore de- coravimus ; tum novum illud Cathedra- to de’Proccuratori, pervennimo nella noftra Gitta di Ferrara. In Ferrara fi rattrovavano con Noi aleuoi Voftri Colleghi Gardinali della S. R. C., tra quali il Noftro diletto figlio Carlo Vittorio Ama- deo Cardinale de le Lanze, il quäle era la venuto per vifitarci, e per portarci infieme gli oflequj del Noftro Figlio-in-Crifto Cariflimo Vittorio Amadeo famofo Re di Sarde- gna. Allora ci piacque teuere preffo gli ftefli un Conciftoro fegreto nella Sagreftia della Chiefa Cattedrale , nel quäle dichiarammo 1 * Arcivefco- vo di Ferrara Aleflandro Mattei Pre- lato degno di vere lodi annoverato nel Gollegio de’ Gardinali della S. R. C. nel giorno 12. di Luglio 1775?., che fu d’ allora riferbato nel No- ftro petto . Ci fi fe di buon gra- do per allegrezza di quella Citta , per decoro di quella magnifica Chiefa, ed afftnehe föffe di premio, all’ ifteffo Arcivefcovo, e di ftimdio per l’acquifto delle virtu. Gi portammo dipoi in Bologna , e di nuovo cordialiftimamente ab- bracciammo il Noftro, e della Chiefa meritiftimo Figlio in CriftoAman- tiflimo Ferdinande Regale Infante delle Spagne venuto a Noi da Parma a motivo di vifitarci , e darci nuovi atteftati della fua pieta. Dipoi in Imola trattenendoci alquanti gior- ni preffo del Cardinale Vefcovo Noftro Zio non gia a motivo di ripo- farci, ma di agire, Ivi alla prefenza di fette Cardinali tenemmo Conci- ftoro pubblico,ed in quello decoram- mo coli’ onore del Cappello roffo il Cardinale Mattei • e di poi ci piacque W( 43 y&4 (Irak templum afundamentis fplendide ?:upfr ereüum maxima ipftus Epifco- pi cura , veterique angußo , ac fqual- iido fubflitutum , adhibitis Ecclefue c&remoniis per Nos ipfos confccravi- mus ; quod etiam Ccefence in patria Noftra prjpßitimus Servorum B.M.Vo Templo , Parentum , Major umque No - ßrorum Ctneres fervanti . Tum Ulme profeBi panlum Anconam divertimus , novique tllius Poms molimina per - lußravimns • Dem um idem , /wto* aifeeffe- ramus , /iter relegentes ad Almarn banc Urbem Noßram falv't poß qua » fwor psne menfes Deo adjuvante per - venimus 9 ejufque clement jcs maxtmasj ac immortales egtmus , femperque ha - bebimus gratias ^ quöd pr$Jlo Nobis c&lcßt ope prceßdfoque fuerit , cur aß que Noßras fua Jpfe vir tute & gra- tia fublevarit p Quod a Vobis , FZ 7 . Fratres , f* difcejfu Noflro petieramus , ut iter confiliumque Noßrum veßris precatio- nibus profequeremini , quodque a Vobis effeBum ejfe , veßroque exemplo ab umverfa hac Urbe Utamur , »«w itidem Vos ßagitamus , i» Do- mino obfecramus , cc?* pißis , ßudio inßßere precibus apud Deutn veßris , reltgiofoque in Nos of- ficio ne intermittatis ,quo fua benignt- pate , gzW ////wr ineboatum jam eß , rändern ad ipfitus gloriam , ^ Ecclefue utilitatem , W C1CI5 GIOR- mk 44 ysw mik 45 ISSIMt DOMINI NQSTRI P I I DIV 1 NÄ PROVIDENTIA PAP M SEX TI Itineris Vindobonenfis Diarium a die 27. Februarii ufque' ad ejufdem in Urbem. reditum die 13. Junii 1782. A JOSEPHO D 1 NI Pontificiarum Cajremoniarutn Prajfeflo de- fcriptumqui in eodem jrinere Sanctis- stmo femper affjit ; om'fiis lis ad repe- tit>onern evitändam , qüae narrantur a Sanctitate Sua in Ailocutione habita in Confiftorio Secreto die 23. Septem- bris 1782. Indobonam profe- ffurus Summus ontifexj ac um - rjalis Catboli- Ecclefue Caput PIUS PAPA SEXTUS, antequam Roma di fee Astet , ut fuee erga SanHos Apoßolos devot tont fatif- facerct , die 2 6. Februarii Fer. II Lin Vaticanam BaßUcam defeendit , Ö° fa- cruyn private cilebravit in Vaticanis cryptis fuper Aram , ubi facrez exu- vite Santtorum Apoftolorum Petri , & T> GIORNALE DEL VIAGGIO DT VIENNA FATTO DAL SANTISSIMO SIGNOR NOSTRO P I O PER LA DIVINA PROV VIDENZ A PAPA SESTO Dal di 27. Febrajo fino al 13. Giu* gno 1782., giorno in cui fi re- ftitui in Roma; S CR 1 T T 0 DA GIUSEPPE DINI v Maeftro delle Pontificie Ceremonie , il quäle • nel viäggio del Somrno Pontefiee fu fem- , pre d’uppreflf); fi e lafciaro folamente per non ripeter Io (leflTo ciocch 6 dalla S. S. fi • 6 narrato nel Difcorfo tenuto nel Conci- ftoro Secreto del di 23 . Settembre 1782 . Ell’incaminarfi il Sommo Pontefi- ce ,e Capo delia Univerfaie Cat* tolica Ghiefa Pio VI per la Germania ;e pria di partir da Roma, per dar luogo alia fua divozione in ver de’Santi Appoftoli , andiede nel giorno 26. Febbrajo nella Vaticana Bafilica, celebrando in privato nello Altäre , che Iba fopra del fepolcro, ove fi confervano rinchiufe le Sacre Reliquie de’Santi Appoftoli Pietro, e E Pao- Pauli tncluf# aßfervantur . Eminent'tJJimus Cardinalis Colum- na Alm# Urbis Vicarius pecul'tari no- tiftcatione ad omnes urbis Ecclefias tranfmißa monuit , ut a prima itine- ris Summt Pontificis die ufque ad profperum exoptatum Ejufdem ad Ur - bem reditum in Mtjfis adderetur Col- lebla pro Pontifice itinerante ; poß MiJJas Conventuales preces pro Einer rantibus recitarentur ; ac infuper ut in ejusdem Urbis Ecclefus juxta im- prejfam notul am deleffis unaqnaque die SanBißtmum Eucbarißi# Sacra- mentum public# Venerationi exponi deberet , ut Fideles in iisdem conve- nientes preces ad Deurn funderent pro fcelici Summt Pontificis itinere . Die ly.Februarii Fer.lF.bor.il, SanBißimus Dominus E'oft er ad pr#- fatam Baßlicam iterum defcendit , & ad aram , uhi S .• Petri Apoßoli Cathedra colitur , acceßlt , ibique, Miß# adflitit ; qua expleta perfolutis preci- bus ad implorandum a Deo autdlium pro fcelici itinere , ad Sacrarium ac- cejfit , ubi Celfißimos Principts Paulum Petro'witzium Magnum Mofcho- yum Ducem , & Mariam Federoiv- nam Magnam Ducififam benigne exce- pit , Fifdemque gratos animi fui Jen- fus aperuit , quod fummo mane illuc accedere voluerint , cumultttijfimas de hujufmodi buman’ttate gratias refe- rens j aliquo interim temporis fpatio ipfos allocutus fe divifit , (y ad Ba- filtc# lateralem Januam San£1# Mar- t# nuncupatam accedens , ibi currum confcendit 5 ac in eodcm admifit R. P. D. Francifcum Antonium Marcuc- Ct Patriarcham Conftantinopolitanum Alm# Urbis Vtcejgereutem , Jofe- pbum Mariam Conteßini Athenarum Ar- Paolo . L* Eminentiftimo Cardinal Colon- na Vicario della Citta di Roma fe noto con particolar editto a tutte Je Chiefe della Citta ifteflä , che dal primo di del viaggio del Som- mo Poqtefice fino al felice fofpirato ritorno recitar fi dovefl’e nel Santo Sacrificio la Orazione pro Pontifice itinerante , e le altre folite preci pro ltinerantibns dopo Je Meffe Conven- tuali • e finalmente in alcuni defi- gnati giorni fi dovefle efporre il SS. Sacramento alla pubblica venerazio- ne , affinche i Fedeli nel Tempio riuniti potelfero al Sign. Iddio dirig* ger le preghiere per il buon viaggio del lodato Pontefice. Mercoledi 27. Febbrajo nel 1(2 ore 11 . italiane ü SS. Nofiro Signore calö di nuovo nella enunciata ßafili- ca, ed avvicinatofi allo Altar?, ove fi venera la Cattedra dell’Appoftolo S. Pietro, fu prefente alla Melfa; la quäle terminata , e date a Dio Je preghiere per impetrar lajuto di un felice viaggio, fi avvicino alla Cappella , dove gli Serenifiimi Principi Paolo Petrowiz Gran Duca di Mo- fcovia , e Maria Federowna Gran DucheiTa benignamente accolfe, ma- nifefiando loro i fentimenti piq grati del fuo cuore ; e dopo varie efpref- fioni , rendendo per tanta umanita varj ringraziamenti , e continuando per poco in altri difcorfi, fi dipart 1 da loro f Ed avvipinandofi alla porta laterale , che dicefi di S. Marra di la fi pofe in carozza, ammettendovi entro il R. P. D. Francefco Antonio Marcucci Patriarca Cofiantinopojita- no e Viceregente di Roma, e Giu- feppe Maria Contefiini, Arcivefcovo di 47 w * mm fj Archiepifcopum , Secretum Eleemoß- TÜtr'ium , qui a SanBitate Sua , uV lpfum in itinere comharentur , dele- Ui fuerant . Reliquus autem comhatus qui Summ um Pontißcem in itinere erat famulatuvus in infequentihus tri - bus curribus > & duobus cifiis Eumdem profequtu* fuit , ac per viam Papa’ lern nuncupatam , progredientes , ad dj Eccle[tarn Sandte Maries in Vallicella accefferunt , ubi Summus Pontiftx Sa - IQ crum Tempi um ingreffus , cum San- Bijßmum ^acr amen tum devote vene- ratus effet , ante Ar am S. Philippe Nur io facram fuae erga eumdem Jan- i V Bum Pietati morem gerens , facras fu~ lg die preces ; Quibus expletis herum ^ currum conjcendens , her fuh profe- qutus ufque ad Utriculum , ubi pri- mam fecit in noBe ßationem , ibique exceptus fuit a Profpero Meloni Epi - fcopo Narnienß , Xaver io Marini E- pifcopo Rcatino , alüfque nolnlibus viris \ qui illuc advenerant , Summe Pontißci debitum obfequium exbibitu - ri. Die 28. Februarii Fer. V,. audipo facro in private Sacello , perfolutifque precibus pro fcelici itinere a Deo im* ii plor.ando SanBitas Sua hora circiter j decimatertia currum canfcendit progref- fürus cum fuo Comitatu Narniam ver- A fus , ubi ad Catbedralem Eccleßam ’ divertens ab Epi fcopo Narnienß una cum Antonio Leii fuffraganeo Eptfro- f|j po Evcleßus Sabinenßts , & Angela J acoponi Epi fcopo Amerino , ac u- niverfo Narntenßs Civitatis Clero hw exceptus , e an dam Eccleßam ingref- fus , ibidem eoram Augußijftmo San - Biffimce Euchariftice Sacramento pu~ ^ bliöce adorationi expoßto preces fu- dit , ac BenediBioni cum eodem San- APT Biß di Atene Elemofiniere fegretö , i quali furono fcelti per accompagna- re la S. S. nel cammitio . Le altre Perfone di feguito fi diftribuirono in tre carozzini , e due fedie di viag- gio , ed incaminatifi per la ftrada nominata Papale , pervennero nelia Chiefa di S. Maria in Vallicella ,nei- la quala entrato il Sommo Pontefi- ce, ed adorando divotamente il SS. Sacramento , fi condufle indi bell* Altäre di S. Filippo Neri , a cui , facendo ufo del folito pietofo coftu- me direfie le vive preghiere ;e dopo entrando in carozza, drizzö il cam- mino per Otricoli ? ove fe dimora per la prima notte , e fu trattato da Profpero Celeftino Meloni Vefc. di Narni, da Saverio Marini Vefc. di Rieti, e d’altri nobili perfonaggi la concorfi per ralfegnarfi al Sommo Pontefice . Giovedi 28. Febbrajo dopo äfcol* tata la Mefla, e terminate le preci a Dio , per concedere aila S. S. il felicifiimo viaggio circa le ore 13^ montato in carozza s’incamminÄ col fuo feguito alla volta di Narni ; in dove direttofi per la Chiefa Catte* drale, fu ricevuto dal Vefcovo di Narni, d’ Antonio Leli , Vefcovo fuffraganeo della Chiefa di Sabina ; da Francefco Angelo Jacoboni Vefcovo di Amelia, e da tuttoilClero della Citta di Narni; ed entrando in quella Chiefa , lk fece orazione al SS. Sacramento efpofio , e dopo data fi la benedizione per mezzo del Canonico Arciprete pervenne verfo le ore 24. in Foligno antica Citta del!’ Umbria , con, alloggiare nel Con- E 2 ven- wc 48 Bifßmo Sacramento a Canonico Ar - chtpresbytero impertitcs adßitit • In - de Fulgintum antiquam Umbrorum Civitatem bora vigeßmaquarta adve- nit , reftaque divertit ad Convent um Ordinis Sanfti Auguß'mi , ibi , mo- imtk in no Be duBurus. SanBitati Suce obfequium exbibuere Cajetanus Zin * ejusdem Civitatis Epifcopus , »«7* caw Alexandro Maria Odoaydi Epifcopo Perußno , Carplo Zangberi Epifcopo Ajjißenß , Franci/co Lauren- tio Maffaioli Epifcopo Nucerino , Fr an' cifco Arrigonio , Ö" Pbilippo Rajßael- li Preeßdtbus Civitatmn Perußmce , Cf? Fahrtanenßs , Capitttlo , AZtf- gißratu Fulgtnatenßi . DfV £nW. Martii Fer. VI. SanBif ßmus Dominus Nofler bora 11. dimidio in Eccleßiam defcendit , <5^0*0 au dito in Sacrarium divertit , «r deßderiis fatisfaceret quamplurium Nobilium Virorum , äc illußrium fx- tninarum , illue ab aliis Civita * convenerant ., SanBifßmos illius Pedes deofculandi caufa . Hora tan dem 12. /Ver profequutus eß ufque Toben- tinum , quo bora 23. fxliciter adve- nit , exceptus ad fores Eccleßix S. Ni - C0/4* Tolentinatis ab Andrea Minuc * ci Arcbiepifcppo Ftrm.ano , Dominico Spinucci Epifcopo. Maceratenß , ,3c Dominico Profperi Epifcopo Septem - pedano , ww/z cww earumdem Civita - Prcefidibus ; afcenditque ad Cu - bicula adnexi Conventus PP. Augußi • pro SanBitdte Sun parata . Die Sabbatbi 2. Martii boradrei' ter 11, cum dimidio SanBijftmus Dominus Noßer in Eccleßiam defcendit , tfd interius Sacellum , /» ^«0 fa- cra San Ott Nicolai a Tdientmo Bra - cbia fumma veneratione adfervantur , flC‘ vento de’PP, di S. Agoftino ,' dove fe alto in quella notte. Raflegnaro- no alla S. S. gli oflequj Gaetano Ginanni Vefc. di quella Gitta, di «nita con Aleffandro Maria Odoar- di Vefc. di Peruggia , Carlo Zan- gheri Vefc. di Aflifi, Francefco Lo* renzo Mafia joli Vefc, di Noeera d’ Umbria, Francefco Arrigonio , e Filippo RafFaelli Governatori delle Citta di Perugia, e di Fabriano, ed ii Capitolo, « Magiftrato di Fo- ligno. Venerdi 1. Marzo il SS. Signor Noftro calo in Chiefa verfo le ore 11 e mezza , dopo afcoltata Mefla s’incammind per la Sagreftia, per fod- disfare al vivo defiderio di tante nobili Perfone , la pervenute dalle convicine Gitta, con baciarle i fan- tiff. Piedi . Nelle ore 12. prefe il cammino per Tolentino , ove nelle ore 2 3. felicemente giungendo , fu ricevuto nell’entrar della Ghiefa di S. Nicolo da Tolentino d’ Andrea Minucci Arcivefcovo di Fermo; da Domenico Spinucci Vefc. di Macera- te, eda DomenicoGio:Profperi Vefc. di S. Severino di unita con i Go~ vernatori delle Gitta iftelfe; e di la pervenne ad una Camera d’ appreffo al Convento de’ PP. Agoiliniani per la S. S. ammanita . Sabbato 2 Marzo verfo le ore n e mezza il SS. Padre calo in Ghiefa ; ed avvicinatofi alla Cappella, ove fi confervano con fomrna divozione le braccia di S. Nicolö da Tolentino, afcoltata la Meffa,ado- rö WP( 4 P MceJJit , ibique Mtjfa audita , pyadi* blas facras Reliquias , fuper Altäre expoßitce confpiebantur , veneratus, ac deofculatus fuit . Quibus expleris e conventu bora 12. cwm dimidio dif- cedens , tter profequutus efl ufque Lau* retum . Circa hör am lo.ejusdem dieifieliciter Lauretum advenicns , Lauretan# Baßlica fores b curru defcendit , ibidem obfequiose exceptus ab Eminentijßmis Cardmalibus Bufalino Epifcopo An- conitano , Calcagnmi Epifcopo Au - ximano, & Cihgulano , Ciriaco Vec- cbioni ejusdem Lauretame , Ö 4 netenßis Ecclefice Epifcopo , Pcrro P^w- lo Leonarda Epifcopo Afcutano , P/zr- tholomeo Bacher Epifcopo Cupr fite , & inde illußres Civitatis Fee - minäs ad pedis ofculum admifit, JjSl Ad Monafterium S. CI arte poßea 4 g) fe contulit , ac in Monaflerii janua confißens Monialibus permifitgutIpfius pedem deofeulari poffent . Ad publicum inde Civitatis Pala- tium digrejjfus , Popul o Apoßolicam Bened'dionem impertivit . Ut aut cm facris VirginibusCamal- dulcnfiibus , qute in S. Catbarinte Mona ft er io v i tam ducunt , & prtecipue ejusdem Monafterii Abbatijfce Santfi- tatis Suce ex germana Sorore Nepti fatisfaceret y illuc perrexit . Afceterium ingreffus , ad Cborum divertit , ubi Monialibus permifit , ut Ä ad pedis ofculum accedcrent . Lußratis inde ejusdem Monaßerii aliqmbus novis tedificiis , fupra Abbatijfam fmgulariter , äc ceteras omnes Monia* les Apoßolicam Benedtbhonem effun- dens , ad Palatium reverfus eß . F q^t magno numero tlluc accejferant , pariter omni humanitate exceptas , tnndem in tntertora Cubtcu- la je recepit\ ^ Per. III. Die 12. Marth in Sa- oello e ja [dem Paiatii Mtjfa de more celebrata futt , & bora 1 inter in- numeram cuiufcumque ordtnts popul1 multituchnem tter Tarvtßum verfus arripuit , equeßr-ibus Militibus prft- currentibus , alufque currum- Snnblt- t.atts fuee Ju bfequentibus ^ Ad Ecclefus Cathedralis Tarviften- ßs fores , gradum ßßens , a Paulo Francifca ]>ußtniano Tarvißno Epi- . fcopo , Nob. Viro Marco Zen Civitatis, Preefide , Clero , quamplurimifque nobilibus exceptus , & Eceleßam in - grejfus , Santtijfimum< Eucbariß'ue Sa- cramentum publicee adoratiom. expojt- tum , veneratus fuit , in de iter pro- fequutus Sache verfus , ub.i tn Domo Ludovict Flangtni S. Romaname la concorfe in gran numero , e ricevute con fingo- lare accoglienza, ft ritiro nello Ap- partam.ento v Martedi 12. M-arzo nelTOratorio di quel Palagio celebrataft Mella , nelie ore 15. intraprefe ii camniino per Trevifo fra la innumerevol cal- ca di Popolo di ogni cetO', preve- nuto da Soldati a Cavallo , e da> molti altri , che feguivano il Coc- chio Pontificio * Nelle Porte della Chiefa Catte- drale di Trevifo fu ricevuto da Paolo Francefco Giuftiniani Vefc. della medeftma , dal Nobil Marco Zen Governatore della Gitta, dal Clero, e da Nobili; ed entrato in Cbiefa, efpoftovi il SS. Sacramento 1 ’ adorb; e poi continuando il viaggio per Sa- cile v per la rimanerft la notte nel Palagia di Lodovica Flangini U'di- tore della Sacra Ruota Romana. Vi giunfe la S. S. nelie ore 22. , rice- vuta da Marco Zaguri Vefc. di Ce- neda , dal nobil Niccola Pizzaman- no Governator di quel luogo , dal Cavaliere Andrea Renier figlio del Serenifs. Doge di Venezia , e da F 3 mol- dem loci Pr# ft de , ab Equite Andrea ^ en ^ r Serenifpmi Eenetiarum Ducis filio , alüfque permultis noktlihus , ex- ceptus fuit , *|} W. 6 V* dV. Die i 3. Mavtii hora c'tr- ftp etter 13. Uttnum verfus , Reipubliccg Venet# Ctvttatem ßorcnti fßmam y con- tendit , ‘ m f Hora 2 2. circiter Uttnum ttttigit , U" ad Palattum Comitis Antonini , /;7 ^ r confertijjfmum populum comen- dens) ibtdem a Hieronymo Gradentgo Ut inen ft Arcbiepifcopa , Bonifacio a Ponte Epifcopo Jufhnopolitano , A r o£, |i Joanne Barbara Utinenß Cirvi- r^> Pr#poßto , Clero , ahifque nobi- Uhus Procertbus exceptus fuit , Superiora Palatti Cubicula confcen - , /?c Uttnenfem Arcbtepifcopum , ?fl Epifcopum Juftinopolitanum , C/- fp vitatis Prjßdem ad ßngularia collo • quia excepit , plurimofque alias tam f Glcrt Uttnenßs , quam Civitatis pro - cerum ad pedis ofculum a dm ißt. ffhtentam vero Serenifftm# Venet# Re i public# Dominii confinia proxima 0 D ant > SanElitas Sua , #/■ peeitharem fuam benevolenttarn , gratumque ani- mum exbiberet erga f#p e jam landet- p*m Viros Equitem Contarenum , Ö* Ludavicum Maninium S. Marci Procuratores , eundem in ir'tnere r((y' f Umm ° ß u ^ 10 5 ac cura comitati fue- rant , Contarenum pretiofa pr ec artet H: corona donavit , Maninium autem ad - Vji Equeßrt Ordtne non inßgnitum y hujufmodi bonore decaravit, fQ Fer, V. 14, Martii Uttnum relin * M Goritiam pervenit , 7Z0 ^ JÄ CQ Wmratütus in manßone.qu# juf[u y ßl ac mun ’ficentiü C#fare# Majeßatis , ^ 1» quibus in noBe Summus Pontifex ^ mojti alcri Nobili. Mercoledi 13 Marzo verfo le ore J5 fi direfle per Udine Citta cofpi- cua della Repubblica di Venezia , dove arrivato nelle ore 22 andie nei Palagio del Conte Antonini , qui ricevuto fra gli applaufi del Popolo da Girolamo Gio: Gradeqigo Arcivef. di Udine , da Bonifacio da Ponte Vefc. di Capo d’ Iftria , dal Nobii Gio: Barbaro Governator della Gitta di Udine, dal Clero, e d’ altri nobili Perfonaggi , Afcefo nell’ Apparramento fnoe- riore del Paiagio ammife in parti- colari difcorfi l’Arcivefc. , e Vefc. di Capo d’ Iftria , col Governator della Citta *'ed indi {i fece baciare Ü Piede da moltifTimi del Clero di Udine, e nobili della Citta ifteffa. E poiche eran gia proffimi i confini dello Stato Veneto, piacque alla S,S . con particolar beni voglenza , e con fentimenti di fomma gracitu- dine complimetnare gli enunciati due Proccuratori di S, Marco Cava- lier Conrareno, e Lodovico Manini, i quali colla maflima diligenza l’avean fatto compagnia , regalo al Conrareno una preziofa Corona, e ilMa- nini lo creo Cavaliere,cui ancor man- cava tale onore, Giovedi 14 Marzo lafeiando Udine s’incammino per Gorizia, in dove per comando , e munificenza di S. M. Imperiale fl era flabilita notrara di alloggio, tra il nnmero del le ai- treuer dove tranfirar dovea ii Som- mo M$( 6 3 )3M Außriacas ditiones percurrens , immo- rari debebat ,. opportune , rfc jummo Audio paratce jam fuerant . Ohvium tbt babuit Jofepbum Ga- rampt Arcbiepifcopum Epifcopum Mon- tis Faltfci Apoßol'tcum apud Ccefarem Nuncium , Comrtem de Cobentzl ab Impertitore deleftum, ut Summurrt Pon- tißcem in innere comitaretur , Generalem Eßberaji , Ecclefus Metropolitan prout in anteriori Imperiali aula , idemque ordo fervaretur , dum eum per. Uvhem progredi contingcret . igitur Fer. ll.majoris Hebdo - madae: Feßo Annunciqtionis Beatae Mariae Virginis die ata , ad Ecclefiam Ordinis S. Francifcl Cappuccinorum , Miß# Sacrificipm celehraturus , pergere conßituerit ex Imperiali Palatio Mm divertens r alhquibus equitibus pro?- . * c?- Pazthazky Leifleftein Governatore della Cirra, da molti IlJuftri Perfo- nagi della Cirta KlelTa, e dal Pre- lato del Moniflero di S. Lamberto dell’Ordine Ciftercienfe, ove fu ac- colto, Mercoledi 20 Marzo nelle ore 13 S. S. fi condufle nella Chiefa della Madonna del Soccorlo, fervita da Minori Conventuali , e lk dal Vefc. di Secovia celebratafi in fun- zione Ja Melfa nell’ Altäre della B. M. V., afliftente il. SS. Padre, per foddisfare a i pnbblici defiderj im- parn lappoliolica benedizione, e poi da Gratz prele il camino per Pruch nella Styria. Giovedi 21 Marzo andie per Stil- paco, (che forfe fara Krumpach ) e nei Venerdi 22 Marzo giunfe feli- cemente in Vienna , ove ü tratten- P.“ fino al di 22 del mefe di Aprile , dimorando nel Palagio dell’Imperatore. Permänendo in Vienna il Soramo Pontefice erafi ordinato dalla Mae- fta di Cefare , che le Guardie Nobili lo ferviffero nell’ Anticamera , mentre diruorava nell’ Imperial Appar- tamento, nei modo ifleffo come fer- vivan Cefare medehmo , offervando il modo equale a quello,quando an- daffe in giro per la Citti. Avvegnache nel Lunedi Santo ca- deva il giorno della SS. Annunziata fi determino la S. S. voler celebrare nella Chiefa de’ PP. Cappuccini; co- ficch^ dal Regal Appartamento la, condottoü, fu preceduto da treno di Cavalli, e da Monhguor Crucifero, che *5 cedentibus , Papdts Crux a fuo dela- Pore .equitante delata Pontißcis cur- rum anteipat ; Summus Pontifex in nobili Curru fejugo, Franctfco Mar - cucci Patriarca Conß anttnopolit ano y & J°f c P^ G Maria Conteffinio Archie- piftopo Atbenatum ipfum infervien - tibus , Crucem fequcbatur ♦ Currum cuflodtebant du e l’Arcivefc. di Atene, ammetteva in ior cambio due de’ Vefcovi de’Regni della Boemia, Un- garia, Moravia, o di altri Dominj Auftriaci ,che fi trovaifero in Vienna, conducendoli in Carozza con quella precedenza fra di loro, che nafeeva dalla maggiore antichita della con* fecrazion di Vefcovo. Nel Giovedi Santo 2 S Marzo cö- lebro la MeiTa nella Cappella Imperiale di S. Ginteppe, dando la Eu- carift»ca Communione alla Maelta de 11’ Imperatore Giufeppe II. ? ed al di Arcbiduce Maximiliane > Maßno Ordi- w/j Theutonici Magißro ; MiJJue jo- lemni a Reverend ijfimo Jofepho Ga- rampi Apoßolico apüd Cgfayem Nun- cio in templo Aulico fratrum excal- ceatorum Ordtnis S. Auguüini ede- bratte adßitit e Cboro . Inde ad Ec- clcßam def een d t t , 0 Sacris veßibus exornatus , Sanftißtmum Eucbarißi rore Pronepotibus . Dominica die 2. Junii Eccleßam Ordinis Servorum B. M. V. in aplio- rem formam aublam , nobiliujque or- iiatam , folemni po?npa , ac confueto more dedicavit , coadjuvantibus Ept- fcopis , Francifco Maria Lucatelh Spo- letano , Ö" Jofepbo Maria Terzi Fe - retrano , perafta Confecratione Ho- milhnyi (1) habßt ad populum . Fer. //. ö'/V 3. Junii bumillimis omnium Ordinum ejusdem Civitatis prenbus benignh annuens , ad Cathedralem Eccleßam accejjit , ibique Ja- cris Pontificalibus ornamentjs in- dutus , folemni ritu , rff pompa con- Juetts precibus auveas Coronas benedi- xit , iisdemque Summus Pontifex , pervetußam , ac miraculis inßgnem imagincm Domini Noßri Jefu Cbri- ßi , ac Beatißimce ejusdem Matris femper Virginis Maries , fuis jpfemet man ihm oynavit , £*- (i) Fäj. /o/. 23. vedi 30. detto correndo la folennita del SS. Corpo di Crifto condufle neila folenne proceflione il SS. Sacramento dalPortico del pubblico Palagio , ov’era conftruito un magnifi- co Altäre fino alla Chiefa Catte- drale, precedendo le Confraternite , e Tintero 1 Clero della Gitt'a con do- deci Vefcovi , e quattro Abbati Re- golari, veftiti con Mitra, e Piviale, accompagnando la proceflione, Sabato 1. Giugno volle cele- brar la mefla neila Ghiefa di S, Maria del Monte dell’ Ordine de’ Caf* finefi , ove crefmiö Angelo Ban- di , ed Elifabetta di lui forelia , pronipoti della S. S. per me^zo di Sorella . Domenica 2. Giugno con- fecrö folennemente la Chiefa de 3 PP, Serviti, ampliata molto piu dall’an- tica,e nobilmente adornata 5 ove af- fifterono i Vefcovi Francefco Maria Locatelli di Spoleti,e Giufeppe Maria Terzi di Monte Feltre ; e finita la Confecrazione recitö al Popolo un Omelia (i), Luned'i 3. Giugno efaudendo le preghiere di tutti i ceti di perfone della Citta fi condufte neila Ghiefa Cattedrale, in dove veftito alla pon- tificale con folenne rito , e pompa precedenti le folite preci benedifie due Corone di oro; di cui la S. S f colle proprie mani ne adornb il ca* po dell’antica miracolofiffima imma- gine di N. S. Gesü Crifio , e della di lui beatiflima Madre fempre Ver- gine Maria. Nel di ifieflo nelle ore 20, lafcian- do SDSZH«RSTTSSSSBtESKIi» (1) Sta regißrata neila pag . 23. W( 7 6 )%* Eadem die bora 20. Ca Jena reit - , Artminum ventt. jF^r. i//. ß'/V 4. Junti Senogalliam petiit . F^r. /F. die 5. Junii Senegal li# commoratus fuit . Fer. V, die 6. Junti Senegallia An - conam actejjit. Fer.VL die 7. Junii Ancona co?t- ßitit , rfc /Vz Eccleßa Cat he drall Sa * crificium Mi ff# Deo obtulit . Sabbato die 8. Jumi Lauretum per - re-v/V. Dominica die 9. Junti peraclo in Sacra Lauretana cede Mijjce Sacrißcio , Tolentinum adventt . Fer.ll. die 10. Junti Tolentino , Fulginium attigit. Fer. ///. 11. Junii Narniam pervenit , Ft?r. IV. die 12 Junii Narnia Ci - vitatem Caßellanam divertit . F^r. F. J/V 13. Junii e Civitate Caßellana Komam fcelictter adveniens , exceptus ad Pontem Mtlvium ab E- minentijjimo Card . /o.' Francifco Al- bano Sacri Collegii Decano , Ö 5 ab Eminentijfimo Card. Leonardo Anto - wWF primo a Sanffitate Sua in Collegium adleHo una cum Hs ad Vati- canam pvocejßt Baßltcam , ubi obviam babutt Celßjßmum , & Eminent 1JJ1- mum Dominum Cardtnalem Henri- cum Ducem Eboracenfem Arcbypresbi- terum , & Capitulum , ibique ad Altäre SS. Sacramenti , (y ad Con- feffioncm S. Petri Apoßoli fußs pre- ctbus , ad Palatium Vaticanum re- greffus fuit , occurrentibus in Aula Ducali Eminent)Jßnnis DD. Card. Ca- rolo P ezzomco S. R. E. Camerario , Columna Urb/s Licarto , Eofcbi Ma- jare Paenitemiario , Gerdtlio , (y Mat - tb#- do Cefena fe ne andiede in Rimini, e nel Marterdi 4. Giugno pafsö in Sinigaglia, ove trattennefi il Merco- ledi 5; e nel Giovedi 6 poi giunfe in Ancona . La fi trattenne 1 ’ intero Ve- nerdi 7, celebrando la melfa nella Chie- fa Cattedrale , ed indi il Sabato 8. Maggio pafsb in Loreto. Qui nella Domenica 9 offerendo l’Oftia a Dio nel- 1 ’Altäre di M. V. fe ne andiede in Tolentino, d’onde partitofi il Lunedi 1 osincammino per Foligno.Nelgior- no 11. fi avvio in Narni;e nel di apprelfo iz in Civita Caftellana. Giovedi 13. Giugno giunfe feli cemente in Roma, ricevuto nel Pon te Molle dali’ Emin. Card. Gio. Fran cefcc Albani Decano del Sacro Golle gio,edairEmin. Card. Leonardo An toneili eletto il primo Cardinafe dal la S. S.; ed incamminatifi per la Bafi lica Vaticana ufci all’ incontro i Sereniflf., ed Emin. Cardinaie Enri co Duca di York Arciprete di S Pietro col Clero, e Capitolo; e do po di aver orato e nell’ Altäre de SS'.Sacramento * e poi in que ilo d S. Pietro Appofiolo fe ne andiede ne Palagio Vaticano, in cui vi erano gl Eminenriffimi Cardinali Carlo Rez zonico Cammerlengo della S. R. C., Colonna Vicario di Roma, Bofchi Penitenziere maggiore , Gerdil , e Matthei, e dopo licenziati fi ritiro la S.S. nel privato Appartamento , ri- 77 )%•* thcßjo y üfq ue dimijßs ad domeßica ricevuto dagli Eminentiffimi Cardinali Cubkula äccejfit , excipientibus San - Pailavicini Segretario di Stato; Con- c - • r — : ti Segretario de Brevi; Negroni Pro- Httaiem Suam in Aula Secreitori Eminenti/Jimis Cardin . Pallavicmo h Secrctis Status , De 1 Comitibus a Se- cretis Brev'mm , Nigrono Pro - Da - jr<7r/o , Ö 5 /o.* Baptißa Rezzontco h Suppltcibus JL;bellis . datario , e Gic: Battilla Rezzonico Segretario de Memorial!. ^ jjP JT ^ 7 » adverfa parte Ejjiglei Pon'ificis cum inferiptione W 7 » exergo §£#PEREGRINVS APOSTOLICVS VIENNJE MENSE MARTIO 1781.^ $ 7» averfa parte .j PAPA PIVS SEXTVS FAMA SV PER JETHERA NOTVS ■■$%■ &■ > *, Efßgies quinque PIORVM Pontlficum cum inferiptione REDIVIVl 2**5 Jt a. Jr*s X Germanica de[cript : o typis edita bic lat-ne converfa numifmatis Norimberga cu(i ad pevenne itinern PU VI monumentum . ^ „ I ‘ tf —■ ig ^ r. ... f , fr— yg. *5 &===£ -£ , ifcTPTf#* 3 fe—aP ^SggaP J ^ jr ^ J f 1 Mft 78 )1N A Ntonio m jTX « gua italiana . Supplica V. S. Illuftrifs., e Reverendifs. a rimetterne la re- vifione a chi meglio ftimera, e piacera,; e l’avra, ut Deus 8 cc. lllußvifsu ac Reverendifs . Dominus D, Salvator Canonicus Rogerius re videat y & in fcriptis re jerat . Die 13. OHobris 1782. M. C D’ ANDREA VIC. GAP. Jofeph Rolli Gan. Deput. lllußriffimey ac Reverendifßme Prceful . Q U JE fupremus Ecclelis Paftor, ut bono illius profpiciat, ftrenue ge- rit, ea quidem univerfis y qui in ipfa cenfentur , perfpefta elfe 8 c ’ placet & intereft . Quare plurimum noftro typographo debemus , qui operam fuam in eo collocavit, ut Atta a SS.Patre & Domino Noßro PIO divina providentia Papa VL caufa itineris fui Vindobonenfis an . 1782 Neapolitanis prelis excüfa in publicum emitteret, atque in rudiorum corn rhodüm Italice reddi curaret . Gum autem prafens Editio , 8 c quse nunc accedit Italica verlio, ne latum quidem unguem a Romana difcedat, ,eam dignam cenfeo, ut publici juris fiat* Dat. Neapoli xvii p Kal. Decembr. MDCCLXXXII. Tibi, Prasful ampliflime Addittifs. y atque obfequehtifs Salvator Gan. Rogerius s . Attenta relatione Domini Reviforis imprimatur , Die 1 6. Novembr . 1782. M. C. D’ANDREA VIC GAP. Jofeph Rolli Gan. Deput. S.R.M. 79 )%< S. R. M. SIGNORE. A Ntonio Paci pubblico Stampatore di quefta Voftra Real Capitale, proftrato a piedi della M. V, umilmente vi efpone, come defidera dare alle ftampe un’Opera intitolata, Atta a SS. Patre & Domino noftro P 10 Divina providentia Papa Sexto caufa itineris fui Vtndobonenßs anno 1782* tradotta nella italiana lingqa.Suppiica pertaqto la M. V.arimetter- ne la revifione a chi meglio ftimera, e piacera, e l’avra ut Deus &c. Adm. U. J. £>. Rev. D. Carminus Firriiani in hac Regia Studiorum Uni- verßtate ProfeJJor revideat autograpbum enunciati Operis , cui fe fubfcribat ad ßnem revidendi ante publicationem , num exemplaria imprimenda concor- dent ad formam Regalium Ordinum , (D* in fcriptis referat. Datum Neapoli die 15. menßs Ottobris 1782. I. A. SALERNITANUS G M. S, R. M. I Ter Vindobonenfe PII VL Pont. Opt. Max. cujus res celebrabqntur , maxima? omnes , profeftae a providentia , mente, virtute divina, qua chriftianum populum moderatur, nunc primum Italice redditurn e Latino, quominus Neapolitanis typis cudatur, nec jus impedimenro efle reor , ne* que fas. Nihil enim in eo offendes, quod Jus Regium vellicet, nihil, a quo fibi jure metuat honeftus civis ; quin fingularem animi squitarem , eximiamque erga Principis Majeftatem religionem teitantur univerfa. Neap. ldib. O&ob. MDCCEXXXII. Carminus Fimianus* 9 Die 13 . menßs Novembris 1782 , Neapoli Vtfo Refcripto Sua Regalis Majeßatis fub die 2 . currentts menfis , & an?it , ac relatione Rev. U, J . D. D. Carmini Fimiani , de commißione Rev. Regii Cappellani Major is , ordine prafata Reg. Mfajefl, Regalis Camera S. Clara providet , decemit , atque mandat y quod imprimatur cum inferta forma prafentis fupplicis hbelli , ac approbatfane ditti Rev. ReviJoris , Verum non publicetur , niß per ipjum Revtforem , fatta iterum revißone affirmetur , quod concordet fervata forma Regalium Ordinum , ac etiam in publicatione Jervetur Regia Pragm. Hoc fuum Ö“c. SALOMONIUS. PATRITIUS, AVENA. TARGIANNI. lll. Marchio Citus Prafes S. R. C. , tempore fubfcriptionis impeditus , & Ul. Dux Turitti Advocatus Realis Corona non interfuit. Reg. fol. Carulli. Athanafius,