Wiener Stadt-Bibliothek. 15098 A & .~ D I SIMIGLIA D R A MM A G 1 0 COSO in quattro Atti* DàRAPPRESENTAUSI NEL TEATRO DI CORTE. vanno , 7 n. ’ùàtmta0 IN VIENNA, PRESSO GIUSEPPE N«l>. de KURZBECK. ROSINA. Il CONTE. BARTOLO. FIGARO. Dn. BASILIO. Il NOTARa ALCADE, Lo SVEGLIATO. GIOVINETTO- ATTO PRIMO. SCENA I. Il Conte « Ecco fora s’avvicina Di veder Ja mia Rofina Ov’è lolita a venir. Non vorrei che qualcheduno •Rii ved^ffe in quelle fpogliej Ma s’appreffa un importuno Che impedifee il mio gioir. SCENA II. Figaro , con chitarra , e detto najcojìa* Fig* Diamo alla noja il bando Che Tempre ci con fuma. Del vin andiam cantando Che il foco in feno alluma. Ogni Uomo fenza vino Morrebbe il poverino Come giufto...iin babbuino, (Sino quà non va male :) 11 vino, è la pigrizia Difputano il mio cor .. (Oibo ! Non fe’l difputano Ma vi regnano inneme,; A a Spar- 4 Atto primo* Spartiscono il mio cor.. ♦ ♦ (Ma lì può diripartiscono?) Si bene È perchè nò? Quei che va mal in verll In mufica fi mette F così IT compongon le burlette. 11 vino e la pigrizia Spartiscono il mio cor. Finir vorrei con qual cola di bello. . Con un oppofìzion ì Un Antitefì ? Cospetto 1 ho trovata S’una è la mia delizia E’ l’altro il servitor. Oh quando ci faranno gli ftromenti Con quell’aria farò certo portenti. a due* Fig* Ma ? . quell 1 abbate.. l/ho vitto, altrove.. # 7/C Quella figura? . ♦ M’è certo cognita... Fig . Non è un abbate; (Quell’ aria nobile..» 7/C. Al portamento... (Grotefco, e comico... Fig . lo non m’inganno E quello il Conte 7/C. Certo è cottui Quel birbo Figaro? ..«• Fig. Son io Signore ♦ . * 7/C.Bnccon le parli... Fig* Non parlo certo ... Il C* Noe nominarmi 'Atto prime. 5 Fig. Bene Eccellenza Jt C- Ufa prudenza JFig. S ella comanda Vo via di qua..♦ Il C* Parlar vuò teco No reila quà 7 CoBui è deliro* j ]r , I E nei mio calo * ^* [ Mi gioverà. jL j Certo un intrigo ■ £* | Certo un arcano [ Qui ci farà* Il C* Sei cosi groiTo , e graffo. Io non t’aveva certo conofciuto Figy Per mi feria così fon divenuto. il C. Ma cofa fai in Siviglia i Quando da me fortilìi T’avea raccomandato. Acciò folli proviBo d’un impiego. Fig, E l’otteiii Eccellenza, é ver, noi niego* il C, Chiamami fol Liodoro Non vedi a quello mio travelìimento Che incognito eiTer voglio Fig» V’ubbidirò (c’è l'otto qualche imbroglio. 7/C E bene queBo impiego ? Fig. Io fui fatto garzon di fpezi&ria. Il C Degli Ofpitali forse dell’Armata? Fig. D’un marescalco di Cavalleria* z/C.Bon principio! Fig. Quel pollo era affai buono Ma eflendo ffortunàtò - Ai Da 6 Atto primo. Da quel porto Signor fui discacciato* il C.Ma perche? dimmi un poco Fig. L’invidii o Ciel! L’invidia oh giutti Dei! Fu la cagion di tutti il mali miei* il C. E come? tu vaneggi? lo poc’anzi olfervai che componevi E cantavi con molta buona grazia J?ig. E quella fu Signor la mia difgrazia Quando il Vlmirtro fcpps, che facea Sonetti, Madrigali, Epitalami, cdiìi, ode , e Canzoni Ed altre forti di compofìzioni, Egli tragicamente o forte rial Dall’ impiego mi fece mandar via. il C.E tu allor ? Fig. Ed io allora Per non faper che fare Mi misi per le Spagne a viaggiare Scorsi già molti Paesi In Madrid io debuttai Feci un’ Opera , e cascai . E col mio bagaglio addetto Me ne corsi a più non polTa Jn Cartiglia, e nella Mancia. ♦♦ Nell’ Afturie in Catalogna. Poi pattai l’Andaluzia ♦ * E girai l’e 11 re ma dura . ♦. Come acnor fiera Morena. ♦ . * Ed alfin nella Gailicia ; In un luogo ben accolto. E i Atto primo . 7 E in un alerei in lacci avvolto* Ma però di buon umore. Degni eyento iuperior. Col fol rafojo lenza contanti Facendo barbe tirai avanti, Or qui in Siviglia fo permanenza Pronto a fervire Voftra Eccelenza, Se pur io merito si grande onor. il C Li tua filofophia è aliai giojofa, F/g . M affretto addio a ridere Per timor di dover un giorno piangere ... Ma perci ò guarda lei da quella parte? il C Salviamoci... Fig . Perehè ? //C.Vieni in difparte. (fi nascondono.) SCENA III. Rofina alla fineftra , e poi Bartolo* Rof. Lode al Ciel che alfine aperfe L’Argo mio la gelolìa, Or potrà quella alma mia La frefc’aura relpirar. Bar .Una Carta? Cola è quella? Rofi Quella qui é una Canzone Dell’ inutil precauzione Che il Maeftro di Capella Jerì appunto mi mandò. Bar. Cos’è quella precauzione ? Ro/^Mio fignor è una commedia A 4 S£E- à Atto priviti Bar. Si » da far venir lunedia (Ah chi fa, chi l’inventò? Rof. La mia canzone (/* lafcia cadere zj Ah m’e caduta ! foglio) Correte pretto, Sara perduta Bar. Io corro cara (fì ritira detta fineftrt ) Subito vò. Rof* Eh ! via prendete, e via fcappate, (a C.) Bar. Dov’è la carta ? (/otto la finefira) Rof Non la trovate? Sotto il balcone. .. * Bar. Oibò , oibò! (Che commilitone In ver che ò avuto !, ♦ ♦ Pattò qualcuno ? Ro/ Non l’ho veduto Bar .No ?... Ed io fe cerco impazzerò Un altra volta in fede mia, Mai più vi apro la gelofìa, Simile errore nò non farò ( rientra ) RoJ. (In lacci avvolta per forte ria Se cerco ufeire di prigionia. Del mio Tutore io ben farò.) t» 7 Via favorite d’entrar Signora ■ cs * r ’)> Perche il balcone io chiuderò. 2 n 1 r Subito vengo , non v’adirate Perchè qui'fuora iettar non vò Atto primo» $ SCENA IV. Il Conte , e Figaro. il C AdefTò, che fi fono ritirati? Esaminiamo ben quella Canzone Che rinchiude un miftero certamente. Fìg Saper volea cos’è la precauzione. il Q. >, Quando il Tutore mio farà partito (legj „ Cantate indifferente ,, Su Paria , eflrofe di quella canzone „ li nome voftro, e flato, e condizione „ Mentre faper defio „ Chi fia quello? che amar tanto s’of- tina i, La sfortunata, e mifera Rofina. Fig* Eccellenza va ben: capifco, evviva, Ella fa qui l’amor in prospettiva. - il C. Eccoti inftrutto ; ma fe parli„. ♦ Fig. Oh Cieli lo parlar? no lo giuro. Ma penfi al mio intereffe.., il C. Or fon fìcuro. Sappi fei mefi or fono Che al Pardo io vidi quella gran beltà, lo per Madrid invano La feci ricercar; ed è fol poco Che o fcoperto, che chiamali Rofina Nobile d’eftrazion, ed Orfanella P’un Medico conlorte , ,♦ Fìg. I€> Atto primo. Fig. Lei la fbaglia * Non è che fua Pupilla HC Tu conofciil Tutor? Fig. Come mia madre» E’ un uomo grande, e grotto Giovine vecchio, grigio, c benfbàr- bato Di più gelofo, avaro, E della fua Pupilla innamorato. il C. Hai tu accedo in fua cafa ? Fig. E come ? Io fono Suo Barbier, fuo chirurgo, efuoSpe- ziale- HC* Oh Figaro felice! -Ah s’io venir potetti. ♦ ♦ Fig. Or ini viene un idea ; un Reggimento Arrida in quella piazza. HC . Il Colonello E* amico mio. a Fig. Va bene. Lei pre!entar fi deve dal Dottore In uniforme all’ ufo militare, Con biglietto d’alloggio. E. per non dar di lei alcun fofpetto , Procuri d’ubbriaco aver l’afpetto UC. Eccellente! si si, cosi fatiamo, S’apre la porta ! . . Fig. Ecco il nottro uom, fuggiamo. (fi najcondono ♦ set- li Atto primo. SCENA V. 'Bartolo , e detti nafcojìi* Bar , lo ritorno allattante , Che non patti nettim ( oh che pazzia. Poco fa d’eflèr fceso ! E Bafilio perchè non vien ? dovea 11 tutto preparar, ch’il matrimonio Si facefle doman fecretamente: Vado a veder 1 ancor ha fatto niente (parte) ' ‘ SCENA VI. Il Conte, e Figaro ♦ il C. Che intefi ? Oh Ciel ! Doman fpofa - Rofina ? £ chi è quello Bafilio , Che fi framifehia del fuo matrimonio? Ftg. E’ un pover difperato , Che la mufiea infegna alla Pupilla Bifognofo air eccetto »... Ma eccola 1 il C , Cofè Fig» E non vedete ? Dietro la gelofia,. : . Ma non guardi ! , ♦ . . . il C. E perchè ? Fig. Mon ha ella fcritto. Cantate indifferente? >1C, Ma come mai cantar ! Fig. i2 Atto prime. Fig .Non penfi niente Timo ciò, che dirà, farà eccellente* ij C. Saper bramate Eella il mio nome, Ecco afcoltate Ve lo dirò. Io fon Lindoro j Di baffo flato, Nè alcun teforo Darvi potrò? Ma Tempre fido Ogni mattina A voi mie pene Cara Rofina, Col cuor fu labbri Vi canterò KoJ. Dunque Lindoro Ogni mattina Le di lui pene AllaRolì.... il C. Serrata ha la fineftra, Qualcuno Elia forpresa* Che fpirito ì che brio ? Figaro credi tu, ch’a me fi doni? Fig. Credo pria di mancar , che pafferia A traverfo di quella gelofìa. UG. Rofina in quello di farà mia fpofa; E fe lei Signor Figaro mi ferve Senza far con neffun parola alcuna. * Fig ♦ Alon Figaro , volo alla fortuna- Ora vollra Eccellenza Son venga a caia mia e porti feco 13 dito primo . L’abito da foldato Il biglietto d’alloggio , e ancor dell’ oro. 41C .Ma (ìtU’oro? perchè? Fig, Perchè a dirla lìgnore fchLettamente. Senza danaro non lì fa mai mente# ilC. Non dubitare Figaro Dell'oro io porterò Fig. BenilPimo Signore, Or or ritornerò# (vuol partii'^) il C, Eh Figaro! Fig. Fxcellenza! il l. Afcolta, abbi pazienza, Prendi la tua chitarra. Fig La prendo, e me ne vò, ii C La tua dimora o ftoluio- Fig. Ah si ! gliela dirò- La mia bottega E’a quattro palli, Tinta ceielìe ; Vetri impiombati**- Con tre baccilli Sopra attaccati 5 Vè per infegna Un occhio in mano Conlìlio, et manu; Io là sarò. ( partì) i/C. Va ben o Figaro, Da te verrò. ATTO 14 Atto fecondo ♦ ATTO SECONDO, SCENA PRIMA. Rofina fola ♦ ]Sfeflun fcriver mi vede. Marcellinà è ammalata, e tutti i fervi Occupati fon già. Ab teme tempre il core Che riporti al Tutore Un genio a me nemico* Ciò che fo, ciò che penfo, e ciò che dico. Adorato Lindoro! Ah quando mai Quella lettera avrai? Poc’anzi il vidi Che a Figaro parlava Ah s’appagar potefli la mia brama 1 Signor Figaro qui ? «, ♦ SCENA IL Figaro , e detti . Fig. Servo Madama Come ftà‘? Ro/Ì Non Ilo bene Ditemi? poco fà coti chi parlavi! Fig, A un Oiovine lcolaro mio parente Che chiamati Lindoro Ma Atto fecondo* i j 5=1 Ma egli à un gran difetto n E innamorato morto il poveretto \ Rof Di chi mai ? Fig* Si figuri, D’una bella perfona Dolce, tenera accorta Con un piede, e una vita, che v v m- canta Braccio tondo, bel labbro, e belli denti rvl Gote rode, occhi neri e poi còfpetto! ' Rof ti fi chiama? Fig* Che? H nome non Pò detto? Rof Oibo ditemi il nome ; Non lo dirò a Defilino fui mio onore he Ftg. E 9 la Pupilla del Signor Tutore* Rof La Pupilla ? Noi credo . ♦ ♦ Fig . Egli è impaziente di ' Di venir qui lui fteflò*.* Rof Ah che non venga, Egli mi perderia Fig* Gliel proibifea voftra Signoria* Due parole gli feriva Rof To qui Pò scritte. Tenete quella.. E fol per amicizia- .* .F/g.Per amicizia fol, non per amore? Rof Cieli fuggite, viene il mio Tutore* Fig* Lei sia tranquilla, Io fuggo*, (Oh che teforo!) Rof Viene il Tiranno mìo prendo il lavoro. SC£- i<5 Atto fecondo . SCENA III. » Bartolo ) e detta ♦ Bar. Figaro ir.aladetto ? fcellerato M*à rovinato tutta la Famiglia Con Marcotici, fanguc , e flranutig« lia. RoJ> (Oh che vecchio cattivo) Bar. Ditemi il Barbiere è flato qui? Rof. Forse anch’egli v’inquieta? Bar. Come un altro l Rof.YL bene, Signor li**» L’hó viflo.^.gli ho parlato* E l’ò trovato aliai dibell’afpetto Che polli ella morire di dilpetto (patte} SCENA IV. Bartolo fola* * » Che il Diavol porti via i fervìtorl l Ne anche un momento andar non lì può fuori, Dove fei giovinetto? Dove lei lo Svegliato Quel furbo di Barbier m’à rovinata SCENA V. Lo Svegliato , e Bartolo * ■LsjStf.Ah.Jah!.-*ah! ♦. *. ([ha digitando) Bar * Atto fecondo. i Bar. Ma do v’eri tu ftordito? Aliar quando che il Barbier Qui sen venne poco fa? LoSv. Ah ! . * io era . . Ah ! .. ah «.. Bar. Bravo 1 bravo! t’ò capito Gran rifpofta in verità ! Lo Sv. Ah ! . • ah . ♦ ah ! Bar. Ma per certo ci fcometto, Qualche alluzia machina vi Noi vedetti ? Lo Sv. Il vidi... ah !.. ah ! ,. Cofi male m’à trovato. ♦ Che mi fento ♦. fi ammalato .. ( sha dìgliando \) Bar . La pazienza io perdo già Dov’è dunque il Giovinetto? Quel briccone dove ftà? Son ficuro in fede mia Qui v’è qualche furberia LoSv . Giovinetto ... vieni quà ♦ * * S C E N[A VI. Giovinetto , e Detti. Giovi. Eccj .. Eccj .. Eccj ♦ ♦. Bar. Via ftranuterai domani. Rifpondete fc qualcuno Da Rofina è quà venuto ì Lo Sv. f Ah ! ♦. ah ! .. ah ! ♦ «. a 2 ^ dori. ì Eccj.. Eccj. ♦ Eccj ♦. ♦ Bar. Oh che canto è quefto qu\i B Lo Sv+ ‘i$ Atto fecondo. LoSv. \ Il bar.. il.. bar.* il bar... a ì <1 Giovi* ) Ec « . Ec «. Ec..., Bar. Cola.. Cornei .. Via parlate*. Malaccetti. . non v’intendo Non comprendo nò nò nò Il Barbicr vi fu sì, o nò Lo Sv . Il Barbiere .. ch’è qualcuno? Bar. Io [commetto , che d’accordo.. « LoSvAo d’accordo? Giovi . Non Signore C’è giulìizia Bar. Che giuftizia Son Padron, edò ragion. Giovi. Ma s’è ver ! Bar. Non vuò che fia* LoSv. Dunque è meglio d’andar via Bar. Certo meglio aliai farà, * Chiftranuta, chi fbadiglia Lungi andate cento miglia LoSv.S a 2 i Se non fotte la Signora Giovi. £ Bar. Dunque andate alla buon’ora Lo Sv. [ a 2<{ No neffun ftarebbe quà Giovi. I Bar. E partite via di quà. Sce- *9 Atto Jecondo . SCENA VII. Bartolo , Bafilìo , e Figaro che afcolta in difparte ♦ .Bar. Ah ! Don Bafilio > voi venite forfè Per dar lezion di Mufica a Rofina* .D.B^/.Quefto tanto non preme. Bar . Son pattato da voi nè v*ho veduto; D.Baf.Fcv gl’interetti voftri fuor fon ftaro> Ho una nuova cattiva* Bar . Per voi ? D,Baf.Oibò ! per voi: il Conte d’Almaviva qui si trova, E forte Tempre fuori traveftito. Bar . Dite pian ; quello è quello Che a Madrid ricercar facea Rofina*. Contro un Uom si poffentc Ditemi voi, che cofa s’à da fare? DJ3tf/lCofa? udite: bifognacalunniare*. La calunnia mio Signore, Non fapete che cos’è: Ma con quella a tutte Tore Si può far gran cofe affé. Quella pria radendo ìlfuolo Incomincia piano piano, E del volgo il vallo Ituolo La ravvoglie, e rinforzando Patta poi di bocca in bocca Ed il Diavol alPorecchie Ve la porta > e cosi è. La calunnia intanto crefee S'alza, fischia, gonfia a villa B % Vo- Atto fecondo. <19 Vola in aria, e turbigliona Lampeggiando (Iride , e tuona , E diviene poi crefcendo Un tumulto univerfale, Come un Coro generale, E rimedio più non v’c. La calunnia &cc. iBar, Cofa mai framischiate, oD.Bafilio? E che rapporto à mai Piano Crefcendo Con la mia fituazion ? D,Baf Molto à da fare Se fi vuole un nemico allontanare* Bar ♦ Io penfo di fpofar Rofina, prima Ch’ella fappia , che il Conte è a quello Mondo. D,Baf, Quando dunque è coli Non c’è da perder nemmeno un i- dante Bar . Che cofa manca mai ? D.Baf .Manca il contante Voi lefinando andate. .♦♦♦♦♦ ♦ l Bar . Orfù prendete, E terminate pretto quello affare jD.jBtf/.Domani il matrimonio s’à da fare. SCENA Vili. Figarofor tendo dal Gabinetto , e poi Rofina Fig . Che bella precauaione Di tutto ad avvertir vado il Padrone. Ros. Come? Voi fiete qui? Atto fecondo. 21 Fig. Si per fortuna, E fendi tutto quello , che il Tutore Ha parlato al Maefiro di Capclla .. 1 Ros. E. ftate ad afcoltar ? Fig. Oh quella è bella i Ad afcoltar % ò intefo Che il Tutore fpofar vi vuol domani* Ros. Giudi Dei ! Fig. Cofa teme? Io darò a tutti due tanto da fare Ch’ai matrimonio non potrai! penfare (parte*) SCENA IX* Bartolo 9 e detta. Ros. Signor mio era qui con qualcheduno* Bar. Si ben, c’è D. Bafilio Non era meglio fode il Signor Figaro ? Ros. Per me tutt' è lo ftedfo Bar. Bramerei Saper a che far venne ! Ros. A parlar fedo Ei venne ad informarmi Del male dell’Inferma Marcellina» Bar. Per me feommetterei, eh ei venne appetta Per prendere da voi qualche rifpofta* Ros. La rifpofta di che ? Bar. Lo fo ben io Scritto avete Signora* Ros. Saria bella Che voi volefte farmi convenire. B 3 Bar. ai Atto fecondo . Bar. E quello dito nero, che vuol dire ? Ros. Vuol dir « , che a cafo il dito m’abbruciai Per guarir nelPinchioflro lo temprai. Bar. Beniftìmo , vediamo Qui v’eranofei fogli, ed or fon cinque* Ros ( O ftolida che fui . . ) il fefto ... Bar. Il feilo ? Ros . Un cartoccione feci, e con de’ dolci Di Figaro alla figlia lo mandai* Bar . Quella penna era nuova, Ed ora come é tinta. ? Ros. Me ne fervj pocanzi Per difegnar un fiore fu la velie Chericamo per voifoprail Tamburo, IW.Non arroste, e allora fon fìcuro. Veramente ò torto, é vero Quando un dito s’è bruciato Coll’inchiollro rifanato Egli è certo ch’eflcr può. Se una penna tinta rella Fu cagion, che fulla vefta Nuovo fior lì difegnò. Se di carta un foglio manca, Voi mi dite molto franca Che alla figlia del Barbiere Un cartoccio pien di dolci Jn quell’oggi fi mandò. Ma il dito è nero, La penna è tinta, Ji foglio macca.. • Le Atto fecondo, *j Le voftre fcufe Mai crederò. Veramente &c. &c. &c. Un altra volta Quando ch’io forto, Con catenacci , E più lucchetti A cento chiavi Vi chiuderò. SCENA X. Il Conte , e detti. Bar. Ma che vuole quefì’uom ? queft’c un ioldato: Via entrate Signora ; a Rof, Ros. Ah ! non vi lalcio Qui folo : non fon ftolta Una donna può imporre qualche volta* il CReveillons là Reveillons là Chi di voi due fi chiama il Dottor barbaro ? (Rofina fon Lindoro) Bar. Bartolo lei vuol dire ? HC.Si balordo O Bartolo per me tutto è Io fteflo. Prendete quella lettera* a Rof. Bar. Che cola avete là che nafcotdete? il C. Nafcondo ciò, che non vuò che vedete. Bar. Andate via sloggiate. il\C. Jo dilìoggiar? Sapete legger voi Dottor Bertoldo $ Bar. Oh che bella domanda B 4 il C. 24 Atto fecondo. il C E perchè nò ; lo fon Dottore, e leggere non fò. Bar. Voi Dottore, fi ben lenza talento il C.Jl Manifcalco io fon del Reggimento. Bar. Oh queila fi ch’è bella i/C.Ed ecco l’amorofo Biglietto che vi manda Per me il quatier Matlro Bar. Il Dottor Bartolo Riceverà, nutrirà E da dormir darà ♦ * il C Dormir darà ? Bar . Per una notte fola Al nomato Lindoro Chiamato lo fcolare Medico de* Cavalli. Ros.( Egli è lui ?) Bar. Cofa c’è? i/C.Ho torto adeflo? Bar. Si ben : direte al voftro Gran arc’imperrinente Quartier Maftro Che tengo un Salvaguardia. i/C( Oh contrattempo ) Vuò vederla benché legger non fó. Bar. Ben volentieri, or vela mofìrerò. il C. C Ah Rofina ! ) Kos.( Voi Lindoro? il C. Q Quella lettera prendete ) R os. ( Cofa fate, non vedete ? ) HC. C Euor tirate il fazzoletto Che cafcar la lafcierò ) Ros 25 Atto fecondo Rof (V’è il tutore qui in profpetto. Come mai la prenderò» Bar » Piano, piano bel Soldato Non guardate la mia fpofa; z'/G.Voftra fpofa? Bar. Si Signore Ro/^Spofo nò, ma mio Tutore il C. V’ho creduto ♦ , il fuo bifavolo.. 11 fuo Nonno,..il fuo tritavolo.„ Bar.'Afpettate io leggerò: Noi fottoscritti fatiamo fede t . il C. Che vada al diavolo Cofa m’importa Bar . Signor Soldato Che fotto nn Cavolo ♦ ♦. Rof Non v’adirate ! Deh perdonate Bay, l fervi miei Or chiamerò. * Rof In tale intrigo Cofa farò ? ilC t Lei vuol Battaglia Battaglia sia, Una battaglia Vi moftrerò. Bar . Fareftc bene Se andafte via Perchè pentirvi Ben vi farò. Rof Ma qual idea? Ma qual pazzia ? Far guerra al vino il i6 Atto fecondo. No non fi può* *7 C. Ecco quello è l’inimico Che ha predò a un reveglino , E dalaltra ftà l’amico *. (Deh tirate ilfazioletto ..,) Qui ci Uà. ♦) detta la lettera . Bar. Che cofa e quella? Rof vuol coprirla iiC. E una lettera amotoft... colfazz: Rof So cofa è Signor Soldato. Bar. Date date ... ii C. Dolcemente S’ella fotte una ricetta Tocca a voi; ma egli è un biglietto Tocca a lei. Rof. Ben obbligata ! Bar. Date date.. via fortite.. il C. Dolcemente or partirò. Rof (Ah chi fa quello luo foglio) Quando leggere potrò) ilC. (Ah chi fa Rofina mia Quando mai vi rivedrò.) Bar. (Qui v’è fotto qualche imbroglio Che ben pretto feoprirò) SCENA XI. Bartolo , e Rofina . Bar.) Alla fine partì? Diflìmuliamo) Rof Quel foldato per dirla, è molto allegro. Bar. Curiofa voi non fiete Di leggere la carta, che v’à dato Rof Che carta ? non v’intendo ? Bar. Atto fecondo, 27 Bar* Quella che là mettefle ♦.. accenna la Rof. Ah fi, per diffrazione. fcarjelìa Bar. Deh fatela veder. Ko/.Queft’è il biglietto Che jeri ricevei da mio cugino. Bar* E veder noi potrei? Rof. No Signorino Guardate indegnità? Ber. Ve der lo vogfio. Rof. Voi non lo vedrete .. Bar. La porta serrerò, non frapperete, RoJ. (Cieli! che devo far? Preflo cambiamolo : Bar. AdefTo lo vedrò, i? o/i Come? Bar* Per forza. Rof. Ohimè ! Bar. Checofa avete? Rof* Ah mi fento morir Bar. No mio teforo,. - Rof* Ah che non pofio più. ..io manco, io moro ... Bar « (La lettera leggiam fenza che veda) Rof. Ah ! Le toglie la lett* Bar. Che rabbia di faper * * fuori della tafea Rof Oh me infelice ! IW.OhCiel che vedo? Quella lettera è quella del Cugino, Mi fon ben ingannato, oh me mc- fchino ' Ko/.Ah! *8 Atto fecondo. Bar. Son vapori mio bene non temete, Il polfo appena batte* .Ro/TOeh lafciatemi dar Bar. Confetto , ò torto Rof Il voftro domandar si ributtante.. Bjr-Cara perdon,fonquà allev olire piante. Rof ,Con le buone maniere Tutto da me s’ottiene. Ecco leggete. Bar, Tal procedere onefto * Dittìpa i miei fofpetti ! Rofkfa leggete Signor Bar.lì Ciel mi guardi j Di farvi un’altra ingiuriai Orfu men vado A veder Marcellina Rof Precedetemi , io vengo in un momento Bar fiacche la pace è fatta Amatemi, e farete un di felice ? Rof Piacetemi Signor , che v’amerò t Bar.Vi piacerò ben mio, vi piacerò. * SCENA XII. Rofina fola. Leggiamo quello foglio, Che m’ha dato finor tanto cordoglio. Ah troppo tardi ledi , egli mi prega Tener querela aperta ^ Quell’oggi col Tutore. N’avevo una 7 L’ho lasciata fcappar. Il mio tiranno | Cofi ingiufto con me, chei beni miei* * Mi *9 Atto fecondo « Mi toglie, e libertà. Ah fòmmi Dei? Voi abbiate pietà de’ cafi miei! Giufti Dei che conofcete Quanto il cor oncfto fia Deh voi date all’alma mia Quella pace, che non ha* ma ATTO TERZO» SCENA PRIMA. Bartolo , e poi il Conte . 2W. O che umor! ohimè che umore! La credevo affé calmata M’al contrario eli’ è adirata , E non vuol (ch’è quel ch’è peggio.) Da Bafilio piu lezion.... Ma chi batte cofi forte? Par che buttin giu le porte Temo sia qualche briccon. il C Gioja, e pace fia con noi. ♦ l Bar. Pace pur dia il Cielo a voi,,». i/C. Vi dcfio e gioja, e pace IW.(Buon augurio, in ver mi piace) il go Atto terzo ilC* Pace e gioja sià con noi Sia con noi e gioja , e pace ... Vi delio e pace, e gioja... Bar. Ohimè, ohimè che noja * .. Pace, e gioja, e gioja e pace ilC* Io vi vengo ad augurar* Bar * Ah coftui egli è capace Di venirmi ad ingannar, SCENA li. Bartolo , ed il Conte. Bar. E ben : chi flètè ? //C* Alonzo e il nome mio Baecellier licenziato mio Signore* Bar. lo bifogno non ho di precettore. il C. Di D. Bafilio allievo * c’hà l’onore Bar. Si bene ch’à Ponor? veniamo al fatto il C . Egli e’un poco ammalato * c in vece fua Bar .Egli è ammalato? andiamo a vili- tarlo* il G* M’aveva incaricato *. Bar. ( Quello è qualche briccon) parlate pure. il C* (Oh vecchio mala ietto) Don Bafilio M’aveva incaricato * * * Bar* Forte, perchè fon Tordo d’un orecchio ilG , Volentieri, che il Conte d’Almaviva' Bar . Parlate pian vi prego il il C Cambiò d'alloggio in quello dì e una lettera Ho meco > che madama - Rofina a lui' ha fcritto Bar. Gli ha fcritto Parlate pian* ♦ il C. Ma voi lordo non liete ? Bar. Ah Signor D. Alonzo perdonate Se coli malfidente mi trovate* Ma l'età voftra, l’aria, e la figura Mi ha fatto fofpettar, vediam la lettera* il C. Eccola qui prendete. Bar . Ah perfida ! conofco la fua mano. ilC. Parlate ancora voi parlate piano. Bar. Quanto amico vi devo.* ilC. Oh non è niente Adelfo D* Bafilio Termina il voftro affar con un curiale Per concludere il voftro Matrimonio* Allor s’ella refifte. Bar. Ella refifterà* il C. Ecco Pillante t ch’io Servire vi potrò \ le moftreremo La lettera, e diremo Che un* amante del Conte me la diede Alla quale egli l’à facrificata* E allor * • Bar. Bella calunnia ! Ben trovata, Or veggo amico caro che venite Per parte di Bafilio Ma 3 * Atto terzo , Ma per non dar fofpetto faria meglio Che pria vi conofceffe. HC. Cosi appunto penfava D. Bafilio Ma come far? jBwr.Dirò, che in vece fua Venifte voi per darle la lezione il C. Guardate bene il, foglio non moftrate Bar . Non glielo moftrerò non dubitate. (parte.J SCENA III. il Conte folo Eccomi in falvo affé ? Che Dia voi d’uomo Figaro lo conofce Quanto diffidi ila da maneggiare. ' Senza l’infpirazione della lettera L’avevo fatta bella! Oh Cicli Difputtan fws’ellanon viene Perduto il frutto avrò delle mie pene. SCENA IV. \ ^ Rojìna t Bartolo e detti. Rvf Tutto ciò che mi dite E inutile Signore Di Mufica non voglio più lezione* Bar. Ma quello è D. Alonzo. L’amico. e lo Scolar di D* Bafilio Rof. Dov’è quello Maelìro, Che di mandar indietro voi temete Bau Atto terzo. 33 Birt. Eccolo qui ! RoJ'. Ohimè ! Bar, Che cola avete? RiJ. Oh Dio! * . Signor , . oh Dìo ! ,* Bar. Ella fi fente mal Signor Alonzo, RoJ . No non mi Tento mal, ma nel voltarmi il C» U piè vi fìete smottò o mia Signori*. Raf, Si bene il piè, e un mal che m’ad* dolora. Bar. Prefio prefto una sedia* il C ♦ Rofina RoJ.Che imprudenza! Bar, Eccola qui fedete. Oggi non v’è apparenza o Baccelliere Ch’ella prenda lczion. RoJ . Oibò l afpettate 11 dolor m’é pattato; Conofcendo il mio torto Lo voglio riparar,,♦ Bar. Ah nò mia cara Sforzar non vi dovete,... Rof. La lezion prenderò seì permettete, il C. (Non la contradiciam) Bar. (Voi dite bene} Fate ciò , che v’aggrada, il C. E quella l'aria Che fer lo Svegliato Portate acqua, il bacii 5 ed il iapcne. Bar. Si ben , fi ben chiamateli ^on tutti quanti in letto rovinati, Fig. E ben anderò io ... Bar. Nò vado io Beffo (Non lo lafciate andar a lei d’appreffo) SCENA VI. Il Conte , Rofina , e Figaro , Fig, L’abbiam mancata bella Tutto il mazzo di chiave egli rai dava Qual è la chiave de la gelofìa* Rof. La più nuova di tutte. Fig .. Ho già capito Se lapoffo agguantar farò pulite SCENA VII, Bartolo , è detti, Bar. fio non fò quel che faccio £>i qui lai'ciar quel Diavol diBarbiere?) Tenete inflanza miai marontoccate! Fig , Io nulla toccherò non dubitate. SCE- Atto terzo . 37 t SCENA Vili. Bartolo , il Conte , e Rofinct- Bar. (Collui portò per certo Quella lettera al Conte?) *7 C. (M’ha l’aria d’un briccone: Bar. Più non mi attrapperà? jRo/Come incivili Siete Signori miei Parlar fra voi fi balio? E intanto la lezion. ♦. - Bzr. Oh che fracalTò ! Quel Diavol di Barbiere maledetto Rotto avrà ciò, che v*è fui Gabinetto SCENA. IX. Il Conte , e Rofina. zVCDeh profittiamo aderto del momento Che il Barbicr ci prepara; Accordatemi o cara Che io polla quella fera favellarvi Per poter dal Tutor poscia sottrarvi. Rof. Ah ! Caro il mio Lindoro ! il C. Io di già jpoflo Montar lino alla vollra gelofia Il voftro foglio poi ♦ •. io fui sforza- • to. C 3 SCE- I 33 Atto terzol SCENA X. Bartolo ; Figaro , e detti ♦ Bar .Non m'ingannai, il tutto è fracaflator Fig- Vedete che gran male! Fa {curo fu la fcala, e ad una chiave Nel montar m’attaccai*... Bar. Attaccarli a una chiave ? Che Uomo fcaltro Figi Meglio dì me Signor trovate un altro» finale. HC (Giulio Cielo !) Fig (QuelFè il Diavolo’) Bar. Caro amico !... Caro amico! ♦ • • Siete ben riflabilito . ♦ ♦ Se non v’era D. Alonzo. ». 10 da voi volea venir... D ? Baf. Don Alonzo !... Fig.Sempre intoppi! Vuole ormai farli la barba? D B. Dite un poco miei Signori.. Z Fig. Io non pollò piu soffrir* -D. B . Ma bifogna j . * il C Deh tacete * ♦. 11 Signor è già informato Che m’avete incaricato « Di venire a dar leziQn... y D B La lezion?.. Alonzo ?*«Come!. , R f Oeh tacete ! DB, Ed ella ancora? il C Dite lui, che fiam d’accordo, gli da ima Bar (Non ci date una mentita!) horfa (Ah lì sì d'accordo fon!) Bar ♦ Atto terzo] ♦ 3 * Bar .F cofi che fa il curiale? Fig.V ia finite col curiale! jD. jB Cofa dite del curiale ? il C.V oi parlade col curiale? jRo/ Ma cos’è quello curiale ì D B.Nó noi vidi, nò il curiale « il C. Procurate eh’ egli parta Perchè temo, che cifcopra. Ba\ Dite ben cofl farò. D B Non v’intendo HC t Si lìgnore Vi domanda qui il Dottore Nello dato, ia cui voi liete Cofa qui venifte a far? Fig. Egli è giallo, come un morto. ♦ * D B. (Ah comprendo) ilC.Ve l’ho detto Predo predo andate a letto Voi ci fate fpiritar! Fi*. Oh che vifo! andate a letto E È. Dunque a letto devo andar? Roj: / no ^ rp. ' f a 4 Senza dabbioJ Mt Bar] _ ■ JD.B. Miei Signori !... Troppo ben non do in effetto; Tomo a cafa, e vado a letto E co'ì meglio farà. Bar. A diman fe date bene.,. il C Io da voi farò a buon ora, ♦ « jF/g.Via non date tanto fuora, . Rof.'D on Bafilio buona fera! 4 ' C 4 D.B. 40 Atte terzi ♦ \ P B. (Se la boria qui non era 0 R°S1 il C. J>a 4 . Buona fera .• bona fera Fig- J> Deh partite, andate là. iW.j D.B. Buona fera» io vò di gfè (parte) 33 ar. Quell’ Uomo certo No non ila bene. Re/Egli ha negli occhi Pur certo foco, il C- L’aria notturna L’avrà colpito* Fig. E via si vede Che non Ila ben Su fi decida ? • ♦. ilC* Pria di finire Madama afcolti / Ciò cb’è efienziale Per cantar ben, B*r. Mi pare in vera Che fate appofta Perchè non veda Voi vi mettete D’avanti a me* HC Abbiatn le chiavi E a mezzanotte Noi qui verremo!* Fig* Ueder volete ? Ahi !, ahi *. JW.CoPè? Fig, Non fo qual cofa M’entrò in un occhio Bar . Car. Non ftrofinàte Fig . E Tocchio manco Faccia il piacele Soffiare un pò ?7C.Per quel riguarda 11 voffiro foglio Io mi trovai In tale imbroglio K fui obbligato.... Che il traveftirmi Non falle inutile» 4 4 4 Fig. Oh ! oh ! oh ! oh ! Bar .Bravi pulito! Rof ( Ah me mefchina Cofa farà ? Bar *Brava Madama Non fi fgomenti Sugli occhi miei In mia prefenza Simile oltraggia.^. A me fi fa. il C. Meraviglia mi fate Signore Se cofì voi prendete l’errore Vedo bene, che qui la Signora Voflra moglie già mai non farà. Rof.lo fua moglie! mi guardin gli Dei! Trilli giorni davver patterei, Ed in mano d’un vecchio gelofo Perderei la mia gioventù. Bar .Cola lento! ch’afcolto! ch’orrore! Ro/;E darò lamia mano, cU mio core 4 2 Atto terzo . A colui, che faprà pretto trarmì Da lì nera, eli ria fchiavitu! EW.iSoffocaj' dalla rabbia mi fento Se non crepo, dowero è un portento ! Ah tu fei la camion maledetto* Dalle fcale ti vuò far faltar. R*n il C }> a 3 A’ quegli occhi,‘chefpirano foco! Fig ] A quel getto cofi fpaventato ! Ah fi vede > ch’è pazzo arrabbiato ! C’è bifogno di farlo legar. Bar.Ah mi fento nel feno un gran' foco Son da tutti coli attattìnato Sollevare iò faprò il Vicinato Quell’infami me l’àn da pagar. ATTO QUARTO. SCENA I, Bartolo , e Dtu Bafelio. Bar. Come Bafilio ! voi noi conofcete ? - D,B. lo vi dico di nò! ma fe la lettera Vi diede di Rofina Egli c del Conte certo un Emittari.o Ma dal Regal, che fecemi, confetto | Clì’efier egli potrebbe il Conte (tettò* 43 Atto quarto. Bar. In vece mia Bafilio Voi non la fpoferette? D.B, Temerei gli accidenti .... B ar . Se non la i'pofo, io crepo per amore» D B. Quand’é coi! fpofatela o Dottore. Bar. Coti vo fare in quella notte ifteffa. D.B, Vado per ilNotaro e qui ritorno» Bar, Vengo ad accompagnarvi Tenete la mia chiave, io qui v’attendo Venga pure chi vuole Non entrerà nelTuno, ve lo giuro. D. B, Con tale precauzion liete ficuro. ( partono,') SCENA II. Rofìna foia ♦ Mi fembra aver intefo Qualcuno a favellar? E mezza notte E Lindoro non vien ♦ ; . - Sento un rumore .... Cieli rientriam, che viene il inio Tutore* SCENA III. Bartolo , e detta, Bar. Ah Rolìna giacché non ficte entrata Nel voftro appartamento,.., Rof.lo vado a ritirarmi- Bar, Rofina deh afcoltatcmi,, ♦ Rof. 44 Atta quarta* Rof. Dimani Bar. Un momento di grazia *♦ * i Rof. ( Ah f’ei veniiTe ! ) Bar. Io fono veltro amico, deh afcoltatemi ! Rof. ( Ohimè non polTo più l ) Bar. Quella lettera qui, che voi fcrivelte Al Conte d’Almaviva ! , ♦ . Rof. Al Conte d’Almaviva ? Bar. Che Uomo indegno Appena l’ebbe, ci ne fece un trofeo* Ed ora a me una donna l’ha maudata Alla quale egli l’ha facrifìcata* Rof. Il Conte d’Almaviva ? Bar. lo per voi tremo. A tempo fui avvifato d’un complotto Tra Figaro, Almaviva, e Dm Alonza Quell’allievo fuppolto di Bafilio Che delContenonè, ch’un vile agente* Rof Chi ? Lindoro ? quel giovin. ♦ . Bar.( Ah è Lindoro ! ) Rof. Ed era pur un altro ? .. •. Bar . Cofi m’ha detto dandomi la lettera*. Rof Ah qual indegnità ! Signor avete Deftinato fpofarmi ? Bar. Noti vi fono i fentimenti miei. . . Rof Se ve ne reità ancor,fon voltra (oh Dei!) Bar. Il Notaro venir dee quella notte ♦♦ . Rof ( Ah non è tutto o Ciel ! Son umiliata ) Sappiate ancor,ch’il perfido ofa entrare Fra poco qui per quella gelofia Onde rubar a voi la chiave* Bar . Atto quarto* 43 Bar, Ah perfidi 10 non ti lafcio più* Rof. Se fono armati ì Che farede ? Bar * Hai ragion J io vado fubito 11 Giudice a chiamar* Ei come Ladro Saràprefo, e arredato E in un colpo farò ben vendicato. Roj. Del fcorrìatevi folo del mio errore! ( Io mi punifco affai* ) Bar ,Addio mio core! Q iurte,) S C E N A IV* Rofina fola ♦ Infelice! *.* chefò? Egli già viene 10 vo redar, e fingere con lui Per contemplarlo nella fua perfìdia* 11 baffo fuo procedere Prefervarmi fàprà. N’ó gran bifogno Nobil d’afpetto ! E voce lufinghiera! E un vile agente, e un fedurtor egli era ? Oh giudo Ciel! apron la gelofia* ( parte , ) SCENA V. Il Conte , e Figaro ♦ Fig, Entrerò! Qualchedun fen fogge via HC. E un uomo? Fig, No ! HC, 4 6 dito quarto . , HC. ERofina Che l’avrà polla in fuga La brutta tua figura J?ìg. Eccoci qua , patiata è la paura UC. Dammi la mano a noi a la vittoria* Fig.^oì fiam tutti bagnati Bel tempo in ver per correr la fortuna Signor come lo trova? il G ♦ Per un’amante in ver affai eccellente, Fig. Si ma cattivo per un confidente. SCENA VI. j ■s R ofira, e detti ♦ il C.Ecco la mia Rofina. Rof. Mio Signore • Cominciavo a temer , che non veri ifie il C. Oh che bella inquietudine! Ah mio ben non conviene, ch’io proponga La forte accompagnar u’un infelice Qualunque aiiil fcegliete Io là vi feguirò, e fui mio onore... Ro/Và , non giurar malnato traditore! .. Io t’aipettavo sol per deteftarti ♦ Mo pria d’abbandonaiti Ai limoifi , crudel! lappi , io t’amava ( piangendo') Ed altro non bramava Quello ardente mio cor che di fegu- irti E fri 47 Atto quarto. E accompagnar la tua cattiva forte ! (vtvacej Lindoro ingrato! perchè tu ab- u falli Di mia bontà? Tn ftelfo mi vendevi Al Conte d’Almaviva, ,,. E quella leu tera tlC. Ch’il Tutor v’ha rimelfa? Rof Appunto a lui Io n’ho l’obbligazion .... il C. Oh me felice l 10 gliela diedi, ne potei informavi Dunque Rofìna è vero che m’amate ? Fig ♦ Eccellenza, fignor non dubitate. Rof Eccellenza? che dice? IC O amabil Donna ! Finger non pollo più. A votlri pièd Non vedete Lindor, ma d’Almaviva 11 Conte io fon, che dafeimelì inpoi Vi cerca ognora invano Che v’offre il cor < • « Rof. Oh Dio ! il C. Ecco la mano ... Cara fei tu il mio bene L’Idolo del mio cor! Rof Caro fra dolci pene Ardo per te d’amor, HC. Oh Dio! che bel contento! Rof Che bel piacer, ch’io fentol f Tutte le pene objdio r 2 <\ E a te bell’ Idol mio [ farò fedele oguor Fig, 46 Atto quarto * Fig . Eccellenza non v’è piu ritorno , Ci han levata la icala di già, ! Rof Ah fon io la cani a innocente ! Tutto ho detto, il Dottor m'ha iti- ! gannata Egli fa, che voi fiete ora qua* Fig. Eccellenza già s’apre la porta, Rof. Ah Lindoro ! accorrete ! ♦ ♦ ♦ vedete ! *. HC. Ali Rofina nò nò non temete. Voi mia fpofa quell’ oggi sarete Ed il vecchio punire faprò, Fig. Eccellenza ecco il noftro Notaro ! ilC. E l’amico Baiìlio è con lui? D.B Cofè quello! Che cofa mai vedo? Not. Sono quelli gli fpofi futuri? / C. Siamo noi ,• il contratto Eavete. ]Sfot. Manca il nome, il contratto egli è qui* Rof.lo mi chiamo Rofina, scrivete ilC. Ed il Conte fon io d’Almaviva Sòfcriviamo, c voi ben Don Bafilio Tehimonio farete lo fpero. D.B. Ma Eccellenza? ma come?.** il Dottore ? il C. Sofcrivete, noti fate il Ragazzo D ♦ B . Sottoferivo gli da una boift . Fig. In ver non è pazzo JD.B. Quello è un pefo* die fa dir di sì, Fig+] a 2 > Quello è un pefo, che fa dir di'si, Not.\ Atto quarte» 49 Rof.] a i )> 11 danaro fa Tempre così u c. j Bar . Qui Rofina fra bricconi.. ♦ Arreftate tntti quanti. ♦. Che un briccon io tengo già* Not. Mio Padron fon il Notaro* Bav- Sei un briccone, non ti credo* Don Baiìlio? cofa vedo Come mai voi fiete qui? AL Un momento, e ognun rifponda Cofa fai tu in quella cafa* < a Fig-') Big * Io fon qui con fua Eccellenza 11 gran Conte d’Almaviva ♦ *. B ar.D’Almaviva *.. AL Non fon ladri * *. ' Bar Cofa importa quello quà. Signor Conte in altro loco Servo fon di fua Eccellenza Qui in mia cafa abbia pazienza Nulla vai la nobiltà* il C.Egli e ver, e lènza forza Ma Rofina a me fi è data* La fcrittura è già firmata Difputar chi la vorrà ? iW.Cofa dice mai Rofina ? Rof. Dice il ver figiior Tutore Diedi a lui la mano, e il core E fua fpofa io fono già. Bar Bel contratto ì tetti moni? JVoj. Sotto quelli due Signori. Bar* D /Itto quarto Barsoi Bafilio ancor firmate? E il Notar perche portare ? D. B Lo portai.. oh quella e bella S’egli ha piena la fcai fella! D’argomenti in quantità* Bar , Uferò del mio potere .. ilC. Lo perdette e qui il Signore Delle leggi col valore La giuftizia renderà* ZÌI. Certamente, e render conto Voi dovetea quel eh’io vedo il C Ch’ei confenta io nulla chiedo, Bar iVIi perdei per poca cura Fig * Dite pur per poca tetta* Bar.Q. ual rovinai qual terapetta! Sul mio capo si formò. „ r { Allor quando in giovin core )> E d’accordo ilDio d’amore ?, \ )> Qualfivoglia precauzione j Sempre inutil fi trovò, Fìg* 1 JÌT. ! Quel che fece con ragione &ot* l a 5 Ben 1’inutil precauzione D*B*\ Quella qui chiamar fi può* Bar * j Fine dell* Opera* sii cortcjè Pubblico Non v’é alcun che non fappiaqual difte- renza paifi tra il rappreientar una Comedia recitan io , e cantando. La necettità, di parlare, di muoverli, c di fare per certo modo agni atteggiamento, e ogni getto a legge di battuta, il rigore del tempo pre- fcritto a ogni iìllaba , è le difficoltà ed attenzione die con le porta ed efige refatta elecuzione del canto, non lafciar.o fpazio al cantore di far tutto quello che il comico attore può fare e lo ctnftringono per così dire ad accennare in abozzo le azioni. Non fi maravigli pe>ò il cortefe fpettatore di quella Comedia fe dagli attori italiani non è con tutte quelle grazie, e quei pregi di azione rapprefentata che per propria lor confettione lo fu dalla valorofìfiima compagnia comica tedefea, Anche le feene che il traduttore italiano, fu obbligato di abbreviare per non etter troppo profitto , tolgono in gran parte il fondo gra- ziofo, e ridicolo di quella bella rappresentazione : a quello però può etter ballevole compenfo la bellezza , ed eccellenza della nautica , la fuavità del canto, e l’in- defetto fiudio della compagnia nofira di renderli colla fua diligenza Tempre più accet- tà a un gentilittìmo Pubblico, e tanfo verfo lei benemerito. ^ M SKf.irt ss «r' ■ .. *■ .*>'> •ir*.;